Milioni di batterie installate sulle auto elettriche dovranno essere recuperate quando non riusciranno più a garantire le prestazioni necessarie alla circolazione. Una parte potrà continuare a essere utilizzata nei sistemi di accumulo stazionario, ma il riciclo rimarrà indispensabile per riportare litio, nichel e cobalto nella produzione di nuove celle senza dipendere esclusivamente dall’estrazione di altre materie prime.
Dalle batterie esauste nasce nuovo litio con un processo che riduce anche le emissioni

Le celle vengono prima scaricate e poi triturate in atmosfera inerte, essiccate sottovuoto a bassa temperatura e setacciate per ottenere la massa nera, una polvere nella quale si concentrano i materiali attivi e i metalli da recuperare. Il successivo trattamento idrometallurgico utilizza idrossido di litio ricavato dal materiale già recuperato al posto dell’idrossido di sodio normalmente impiegato per regolare il pH. Secondo NEDO, questa modifica migliora la purezza dei prodotti e ha permesso di recuperare in laboratorio il 90 per cento del litio, ma il processo dovrà ancora essere convalidato su scala industriale prima di alimentare stabilmente la filiera delle batterie.
L’impiego più contenuto di sostanze chimiche permette di ridurre di circa il 40 per cento l’impronta carbonica rispetto ai processi convenzionali presi come riferimento dall’azienda. Se il risultato sarà confermato durante l’impiego continuativo, il riciclo potrà richiedere meno risorse e restituire un materiale di maggior valore economico.

Per il Giappone questa tecnologia assume un’importanza particolare, poiché il Paese importa gran parte dei minerali necessari alla produzione delle batterie. Recuperare più litio all’interno dei propri confini non eliminerà la dipendenza dall’estero, ma potrà limitare l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi e alle interruzioni delle forniture, creando allo stesso tempo una filiera circolare per le celle utilizzate nell’industria automobilistica.
JX Metals sta installando nuove apparecchiature presso l’impianto di Tsuruga e punta ad avviarne l’impiego nella seconda metà dell’esercizio 2026. Il programma sostenuto da NEDO prevede poi di iniziare nell’aprile 2027 la validazione destinata alla produzione su larga scala. Soltanto questa fase permetterà di capire se il recupero superiore al 90 per cento potrà essere mantenuto con grandi quantità di batterie e costi compatibili con un’attività industriale.
