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Fiat Grande Panda e Citroen C3 spingono Kragujevac al massimo: turni di 12 ore anche nel weekend

Lo stabilimento Stellantis di Kragujevac accelera grazie a Fiat Grande Panda e Citroën ë-C3, con produzione attiva anche nel weekend e turni di 12 ore. Tra lavoratori locali e stranieri, la fabbrica serba punta a volumi sempre più alti, mentre l’export della città cresce rapidamente e i modelli condividono la piattaforma Smart Car.

Fiat Grande Panda

A Kragujevac il ritmo è cambiato. Lo stabilimento Stellantis in Serbia lavora ormai anche nel fine settimana, spinto dall’aumento della produzione della Fiat Grande Panda e della Citroën C3 elettrica. Le linee, che fino a poco tempo fa seguivano un’organizzazione più tradizionale, restano operative anche tra sabato e domenica con turni lunghi e un numero crescente di addetti coinvolti.

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Kragujevac corre con Fiat Grande Panda e ë-C3: Stellantis lavora anche nel weekend con turni di 12 ore

Secondo quanto riferito dalla televisione pubblica serba RTS, i lavoratori impiegati nei turni aggiuntivi sarebbero circa 500. Altre stime allargano la platea fino a 800 persone. Non sono dati ufficiali comunicati da Stellantis, ma indicazioni raccolte tra rappresentanti sindacali, economisti e organismi locali che monitorano da vicino l’attività della fabbrica.

Gli orari spiegano bene l’intensità di questa nuova fase produttiva. Un turno comincia alle 18 del sabato e termina alle 6 della domenica mattina. Il secondo parte la domenica sera e si conclude nelle prime ore del lunedì. Dodici ore di lavoro consecutive, anche se in alcuni reparti continuano a essere utilizzati i normali turni da otto ore.

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A coprire il weekend non sono soltanto i dipendenti già inseriti stabilmente nell’organico. Una parte importante della forza lavoro è composta da persone con contratto a tempo determinato, da addetti che durante la settimana svolgono altre occupazioni e da lavoratori che si spostano ogni giorno dai centri vicini. Molti arrivano da Kraljevo, Jagodina e Gornji Milanovac.

Nel complesso, lo stabilimento di Kragujevac impiegherebbe oggi circa 4.500 persone. Quasi mille lavoratori sarebbero stranieri. Le provenienze sono diverse: Marocco, Pakistan, India e Nepal, ma anche Italia, Spagna e Turchia. Una presenza internazionale che racconta la necessità di trovare rapidamente nuova manodopera per sostenere l’espansione delle attività.

Dalle linee serbe escono oggi due modelli, ma con quattro differenti motorizzazioni. La Fiat Grande Panda viene prodotta nelle versioni a benzina, ibrida ed elettrica. La Citroën ë-C3, invece, è assemblata nella variante completamente elettrica.

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La crescita della Grande Panda è avvenuta per gradi. La produzione è aumentata nel corso del 2025, mentre nel gennaio 2026 è iniziato anche l’assemblaggio della versione con motore 1.2 a benzina e cambio manuale. Fino a quel momento, la fabbrica si era concentrata soprattutto sulle configurazioni elettrica e ibrida.

La Citroën ë-C3 è arrivata poco dopo. I primi esemplari di prova erano usciti dalla linea già nella primavera del 2025, aprendo la strada alla produzione regolare. La scelta di affiancarla alla Grande Panda non è casuale: entrambe utilizzano la piattaforma Smart Car di Stellantis.

Questa architettura comune permette di condividere attrezzature, componenti e parte dei processi industriali. In pratica, la stessa linea può adattarsi più facilmente ai diversi modelli e ai cambiamenti della domanda, senza dover essere riconfigurata da zero.

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Le stime circolate sui media serbi parlano di un possibile traguardo vicino a 150.000 veicoli l’anno. Stellantis, però, non ha confermato ufficialmente l’obiettivo. In precedenza si era parlato di circa 500 automobili prodotte ogni giorno dopo l’introduzione del terzo turno.

L’accelerazione della fabbrica ha già avuto effetti sull’economia locale. Nei primi quattro mesi del 2026 le esportazioni di Kragujevac hanno raggiunto circa 1,13 miliardi di euro, quasi due volte e mezzo il valore registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. La maggior parte delle auto è diretta verso i mercati europei, ma dalla Serbia arrivano segnalazioni di ordini anche da Paesi africani e asiatici.