La Lancia Thema 8.32 compie 40 anni. Il suo debutto in società avvenne nel mese di maggio del 1986. Fra i suoi clienti più famosi anche Enzo Ferrari e un re della canzone italiana: Adriano Celentano. Il “molleggiato” seppe apprezzare quella vettura, che lo accompagnò per alcuni anni.
Non si tratta di una berlina qualsiasi, ma di una interpretazione esclusiva sul tema, fatta con il contributo del “cavallino rampante“. Qui, infatti, la spinta era affidata a un motore proveniente da Maranello. Ecco perché all’ammiraglia della casa automobilistica torinese venne affibbiato il nome di Lancia Thema Ferrari. Con questo appellativo è nota al grande pubblico.
La nascita del modello prese forma in un periodo particolarmente vivace per l’industria automobilistica italiana, che ancora sapeva distinguersi nei vari segmenti di mercato, senza temere la concorrenza estera. Fra i punti di forza della 8.32, l’esclusività del rapporto col mito emiliano, un’immagine elitaria, un lusso di prima classe e una capacità prestazionale fuori dal comune.
Questi ingredienti contribuirono alla sua affermazione pubblica, consolidando la presa della berlina torinese nell’immaginario collettivo. La Lancia Thema Ferrari rappresentava al meglio il senso del gusto e la capacità ingegneristica del Belpaese, in un’epoca felice per la sua industria, a 360 gradi.

Derivata dall’omonima ammiraglia del marchio piemontese, questa creatura aveva il nucleo del suo fascino nell’unità propulsiva accolta sotto il cofano anteriore: un motore V8 da 3.0 litri di cilindrata, Made in Maranello. Stiamo parlando di un cuore a 32 valvole, strettamente imparentato con quello delle 308 GTB e GTS. Anche se depotenziato, rispetto a quello di partenza, i 215 cavalli messi sul piatto erano di riferimento per un’auto a trazione anteriore.
Nessun’altra vettura in commercio in quegli anni proponeva una formula analoga. Anche la coppia era molto elevata, fissando il suo picco a 29 kgm. Le sonorità meccaniche non potevano deludere, vista la provenienza. Infatti, anche sulla Lancia Thema 8.32 il vigore della spinta si combinava con note di scarico molto piacevoli, che rendevano più gratificante ogni spostamento. Buono il quadro prestazionale, con una spinta vigorosa fino ai 240 km/h di punta velocistica.
Il debutto della prima serie del modello avvenne nel mese di maggio del 1986, ma le consegne iniziarono nei primi mesi dell’anno successivo. Subito alto l’interesse nei suoi confronti, perché era un’auto che sapeva conquistare i cuori. Di particolare pregio l’allestimento interno, con materiali nobili a profusione. A dominare la scena, nel lussuoso abitacolo, ci pensavano le grandi distese di pelle Poltrona Frau, combinate felicemente ai tanti inserti in radica di rosa.
Il colpo d’occhio era vincente. Anche i sensi ne traevano giovamento. La stessa festa emotiva prendeva forma osservando i tratti della sua carrozzeria della Lancia Thema 8.32, più esotici di quelli della versione standard, pur se fondamentalmente simili. A fare la differenza ci pensavano la griglia metallica anteriore e i cerchi in lega a cinque razze, nei quali si coglieva una connessione ideale con le “rosse”.
Il vero elemento distintivo era però l’alettone retrattile posteriore, che dava un tocco di racing al pacchetto estetico. Non un vezzo, ma un elemento funzionale, orientato alla deportanza. Fra gli ingredienti tecnici di spicco della berlina in esame, meritano una menzione le sospensioni a controllo elettronico, regolabili su diversi livelli di taratura.
Nella seconda serie della Lancia Thema 8.32 giunse un leggero restyling, con diverse alchimie dei proiettori anteriori, ora più piccoli, e foggia diversa di altri dettagli. Piccoli elementi che segnavano la differenza. Oggi questa vettura, con motore Ferrari, è un’apprezzata auto da collezione, per appassionati dal palato raffinato, che amano la storia e l’eccellenza Made in Italy.
Fonte | Stellantis
