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Un’Alfa Romeo 6C 1500 Serie III Super Sport ‘Testa Fissa’ all’asta a Pebble Beach

A Pebble Beach, Gooding Christie’s metterà all’asta una rara Alfa Romeo 6C 1500 Serie III Super Sport “Testa Fissa” del 1929, proveniente da una collezione americana appassionata del Biscione. L’articolo ripercorre la storia della 6C, capolavoro di Vittorio Jano, dalle origini del 1925 alle versioni più sportive e alle innovazioni tecniche del marchio.

alfa romeo 6c 1500 super sport all'asta a pebble beach
Foto da profilo Facebook Gooding & Christie's

A metà agosto andrà in scena a Pebble Beach un’asta di Gooding & Christie’s, con una selezione di auto di un rispettato collezionista americano, amante del “biscione“. Fra i modelli della sua raccolta offerti alla tentazione dei potenziali acquirenti ci sono un’Alfa Romeo 8C 2300, una 8C 2300 Passo Lungo Spider e una 6C 1500 Serie III Super Sport ‘Testa Fissa’ disegnata da Vittorio Jano. Oggi ci occupiamo di quest’ultima.

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La vettura destinata a passare di mano nacque nel 1929. Dalle foto sembra in ottima forma. Al momento non si hanno informazioni dettagliate sul lotto, che giungeranno con l’avvicinarsi dell’appuntamento col martello del banditore. In attesa di un quadro più chiaro, possiamo però concederci un ripasso delle caratteristiche principali del modello.

L’Alfa Romeo 6C è un’auto che ha scritto pagine di grande splendore nella storia della casa del “biscione”. Oggi i collezionisti di tutto il mondo fanno a gara per mettere in garage un esemplare della specie. Nonostante sia passato più di un secolo dal debutto, avvenuto nel mese di aprile del 1925, il fascino di questa creatura resta al vertice. Anzi tocca vette mai viste prima.

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La sigla trova applicazione in una leggendaria dinastia di modelli nati dal genio ingegneristico di Vittorio Jano. A lui fu affidato il compito, perfettamente assolto, di concepire un’auto leggera e scattante, capace di entusiasmare sia sulle strade di tutti i giorni che nei circuiti più impegnativi.

Il DNA del marchio milanese è indissolubilmente legato alle competizioni: l’Alfa Romeo 6C ne è la conferma più limpida. Sebbene la famiglia abbia annoverato nelle sue file vetture con motori da 1.750, 1.900, 2.300 e persino 2.500 centimetri cubi di cilindrata, la scintilla iniziale scoccò con la variante da 1.5 litri, che diede il via alla specie.

In questa configurazione iniziale, la vettura fu declinata in varie versioni, a indice adrenalinico crescente, partendo dalla Sport, capace di erogare 54 cavalli di potenza a 4.400 giri al minuto. Poi giunse la Super Sport, accreditata di 60 cavalli, per una velocità di punta di 135 km/h. Infine venne il turno delle Super Sport Compressore e “Testa Fissa”: mostri sacri da pista che toccavano rispettivamente 76 e 84 cavalli di potenza (a ben 5.500 giri al minuto), spingendo la vettura fino ai 155 km/h.

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A certificare la bontà del progetto dell’Alfa Romeo 6C 1500 ci pensò una scia luminosa di trionfi sportivi che spianò la strada al debutto dei modelli di cubatura maggiorata. L’alba del mito, però, prese forma con la versione da 1.5 litri. Fu lei la capostipite della specie. Il suo lancio ufficiale avvenne nell’aprile del 1925 al Salone dell’Auto di Milano, anche se i primi clienti dovettero attendere il 1927 per la consegna a causa di alcuni ritardi nella messa in funzione dello stabilimento del Portello.

La variante d’esordio, battezzata 6C 1500 Normale, proponeva un telaio a longheroni e traverse in acciaio, offerto in due misure di passo (corto da 2.900 mm e lungo da 3.100 mm). Questa solida base strutturale permetteva ai migliori carrozzieri dell’epoca di vestire l’auto a piacimento, creando configurazioni aperte o chiuse secondo i desideri della clientela.

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Sotto il cofano di questa splendida Alfa Romeo pulsava un moderno motore a 6 cilindri in linea da 1.587 centimetri cubi di cilindrata. Parliamo di un’unità propulsiva all’avanguardia per quel tempo, in grado di sviluppare una potenza massima di 44 cavalli a 4.200 giri al minuto, scaricati al suolo tramite un cambio a 4 marce. Nonostante la cavalleria apparentemente contenuta, il temperamento dinamico era molto brillante, grazie alla leggerezza del corpo e all’eccellente bilanciamento dei pesi.

Circa dieci anni dopo il debutto della prima serie, l’Alfa Romeo 6C fece un ulteriore balzo in avanti sotto il profilo strutturale. Il telaio originario subì degli importanti cambiamenti. Furono abbandonati gli storici assali rigidi per introdurre le sospensioni a quattro ruote indipendenti: una vera e propria prima assoluta nel panorama automobilistico europeo, che suggellò per sempre il primato tecnologico del “biscione”.

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Fonte | Gooding & Christie’s