Stellantis prova a invertire una tendenza che, nell’industria dell’auto, sembrava ormai quasi inevitabile. Mentre molti gruppi tagliano personale e riducono le strutture tecniche, l’azienda ha deciso di aumentare il numero degli ingegneri in Francia, passando da meno di 5.000 a circa 5.300 addetti entro la fine dell’anno.
Stellantis assume 650 ingegneri in Francia per recuperare competenze, accelerare lo sviluppo dei modelli e sfidare Renault e i costruttori cinesi
Il confronto con Renault rende il quadro ancora più evidente. A fine giugno, la casa francese ha annunciato l’eliminazione di 800 posti nell’ingegneria, su un totale di circa 5.500 dipendenti. Stellantis, invece, sta assumendo.
Tra la fine del 2024 e quella del 2026 il gruppo prevede di inserire tra 600 e 650 persone. Una parte servirà a compensare le uscite, ma il saldo finale dovrebbe comunque essere positivo, con oltre 350 addetti in più. Nel mondo, Stellantis impiega circa 22.000 persone nelle attività di ingegneria.

Dietro questa scelta c’è anche la necessità di recuperare competenze che negli ultimi anni si sono disperse. Secondo i sindacati, durante la gestione di Carlos Tavares molti tecnici hanno lasciato l’azienda per passare a Renault o a società della filiera automobilistica. Ora il gruppo vuole ricostruire una parte di quel patrimonio professionale, soprattutto nei settori che saranno decisivi per le auto dei prossimi anni.
Le figure più ricercate sono specializzate in batterie, meccatronica e sistemi di assistenza alla guida. Stellantis guarda molto anche ai giovani, con apprendistati, tirocini e percorsi interni di formazione. Il problema, infatti, non riguarda soltanto il numero dei dipendenti. Una parte della forza lavoro sta invecchiando e il ricambio generazionale non può più essere rimandato.
Solo nell’ultimo anno, il gruppo ha organizzato 400.000 ore di formazione. Di queste, 240.000 sono state dedicate a competenze strettamente tecniche. È un investimento che serve a preparare ingegneri capaci di lavorare su software, batterie, elettronica e nuove architetture di veicolo.

L’obiettivo più urgente è ridurre i tempi necessari per sviluppare una nuova auto. Stellantis vuole arrivare a farlo in due anni, contro i tre o quattro richiesti fino a poco tempo fa. La futura Peugeot 208 elettrica, attesa nella seconda metà del 2027, dovrebbe già avvicinarsi a questo traguardo. Per i modelli in arrivo nel 2028, invece, il gruppo punta a rispettarlo pienamente.
La corsa contro il tempo nasce soprattutto dalla pressione dei costruttori cinesi, che riescono a lanciare nuovi modelli più velocemente e con costi più bassi. Stellantis pensa però di avere ancora alcuni vantaggi, a partire dalla conoscenza del mercato europeo e dalla futura piattaforma STLA One, pensata per semplificare lo sviluppo e ridurre il numero delle varianti tecniche.
Anche il prezzo è diventato un terreno di battaglia. Il gruppo vuole abbassare di circa il 40% il costo d’ingresso di un nuovo modello rispetto all’auto che sostituirà, mantenendo caratteristiche tecniche simili. Renault si è data lo stesso obiettivo, segno che la distanza con i concorrenti cinesi è diventata la priorità dell’intero settore.
Resta aperto il problema della filiera francese. Gli ingegneri possono progettare auto più economiche e veloci da sviluppare, ma senza fornitori, stampisti, aziende di componentistica e un sistema industriale solido, il lavoro rischia di fermarsi prima di arrivare alla produzione.
