Vedremo due concept car e nient’altro. Peugeot arriva al Salone di Parigi di ottobre con questa promessa e con l’aggettivo “sorprendenti” come esca. Alain Favey, CEO del marchio, ha confermato le presentazioni ai giornalisti senza cedere un dettaglio in più, solo la certezza che le due show car “dimostreranno molto sul futuro del marchio” e “indicheranno la strada” per il linguaggio stilistico che verrà.
Il patrimonio storico è il filo conduttore dichiarato. Favey è stato esplicito, la storia del Leone non è un museo da visitare, ma una cassetta degli attrezzi da cui pescare ispirazione per il domani. La E-Legend era una 504 coupé reimmaginata nel 2018, la Polygon presentata di recente guarda invece alla 205 con occhi elettrici, anticipando la prossima e-208. Il pattern è quello della nostalgia con un cavo di ricarica.

A proposito di e-208, niente debutto a Parigi, contrariamente a quanto circolava. Favey ha chiuso la questione senza margini d’interpretazione. La seconda generazione della supermini arriverà alla fine del 2026, con un evento dedicato poco prima del lancio commerciale. Il salone di casa resta riservato alle concept.
Le due showcar, però, non sarebbero pura fiction stilistica. Peugeot ha in cantiere sette nuovi modelli entro i prossimi quattro anni: la nuova e-208, la 308 di nuova generazione, tre modelli di segmento C prodotti in Francia e due di segmento D sviluppati con Dongfeng per il mercato cinese. L’obiettivo è passare da 1,1 milioni di auto vendute nel 2024 a 1,5 milioni entro il 2030. Per arrivarci, ogni concept che anticipa un modello reale vale moltissimo.

Peugeot ha una tradizione anche di concept rimasti tali, vedi Inception, Onyx, Instinct: oggetti bellissimi nati e morti in fiera e potrebbe succedere di nuovo. Ma il contesto industriale attuale, con una gamma da rinnovare quasi integralmente e obiettivi di volume che non ammettono distrazioni, suggerisce che questa volta i due modelli di Parigi abbiano qualcosa di concreto dietro.
