La Peugeot 207 festeggia il 20° compleanno. Sembra ieri, ma sono passati già quattro lustri dal suo debutto in società, che avvenne nel 2006. Con questo compleanno la compatta francese entra nella famiglia delle youngtimer.
Se prima si guardava a lei con un approccio soprattutto razionale, ora a prevalere sono gli aspetti emotivi e sentimentali. Col passare degli anni, infatti, cambia la prospettiva di osservazione, anche nel mondo delle quattro ruote. Nuove priorità si disegnano ed altri elementi entrano in scena nel giudizio.
Pur essendo ancora un’auto abbastanza fresca e moderna, la Peugeot 207 torna a guadagnare la scena soprattutto nella dimensione del romanticismo, al momento solo accennato. Quando fu svelata al pubblico, al Salone di Ginevra, questa vettura affiancò inizialmente la 206, rispetto alla quale rappresentava un deciso passo avanti.
Più grande, più solida e più matura della sorella, di cui prese progressivamente il posto, la Peugeot 207 nasceva da un progetto ambizioso, durato quattro anni e sostenuto da investimenti importanti. Anche se nell’aria si coglieva una certa parentela stilistica, i tratti erano meno morbidi e più decisi.

Con lei prese forma la nuova identità estetica del “leone“, dettata da elementi come il frontale aggressivo dominato dalla grande presa d’aria, i gruppi ottici allungati e una presenza su strada più importante.
Grazie al passo, cresciuto a ben 2.54 metri, l’abitabilità raggiunse livelli sorprendenti. Anche questo, insieme alla percezione di qualità regalata dal prodotto, faceva dell’utilitaria francese un’auto che strizzava l’occhio a segmenti superiori.
Declinata in più varianti nel corso degli anni, la Peugeot 207 aveva la risposta pronta per soddisfare varie esigenze della clientela. Presentata come berlina, fu poi affiancata dalla familiare SW, dalla CC (una coupé-cabriolet con tettuccio rigido amovibile) e da altre versioni molto caratterizzate.
Un salto tecnologico importante, nella gamma propulsiva della berlina d’oltralpe, giunse con l’introduzione dei motori turbo della famiglia Prince. Come per quasi tutte le auto, anche quella in esame ebbe un restyling di metà carriera. Prese forma quando le lancette del tempo segnavano l’anno 2009.
Non fu uno stravolgimento visivo, ma un semplice ammodernamento, con aggiornamenti limitati, concentrati su pochi elementi, come i gruppi ottici posteriori a LED. Questi ritocchi bastarono a tenere vivo l’interesse per il modello fino al suo congedo, maturato con grande lentezza, dopo l’arrivo sul mercato, nel 2012, della 208.
Oggi, come dicevamo, la Peugeot 207 fa parte della famiglia delle youngtimer. In questo ambito alcune varianti cominciano a guadagnare interesse nella prospettiva collezionistica.

Ovviamente non osiamo fare paragoni con le auto da paperoni, che hanno fatto la storia, ma fra le vetture accessibili, alcune versioni della compatta francese iniziano a distinguersi per identità, rarità relativa e potenziale futuro.
Su tutte, la Peugeot 207 GTi. Questa gode della spinta di un motore sovralimentato da 1.6 litri, capace di erogare 174 cavalli di potenza massima. Il suo potere di richiamo deriva soprattutto dal fatto che si tratta dell’ultima interpretazione “analogica” delle hot hatch compatte del “leone”, prima dell’era più filtrata dell’elettronica.
Si tratta di un valore aggiunto sentimentale di non poco conto per gli appassionati, che è in grado di fare la differenza. Questa versione mostra i muscoli, ma con misura, e si giova di un assetto dedicato, che aiuta a comporre un’esperienza di guida autentica, destinata a sfidare le insidie del tempo. Il doppio scarico non sfugge al colpo d’occhio, sommando note di appetibilità.
Anche la Peugeot 207 Outdoor potrebbe suscitare l’interesse dei collezionisti, per la sua natura davvero molto originale. In un’epoca in cui i crossover non avevano ancora invaso il mercato, la casa automobilistica francese propose questa variante “allroad” della SW, con assetto rialzato e protezioni in plastica grezza. Una formula ibrida, a metà tra familiare e SUV, che precorse i tempi, anticipando una moda esplosa in tempi successivi.
Degna di nota, sempre nella prospettiva collezionistica, anche la Peugeot 207 CC, per la sua natura particolare: fu una tra le ultime coupé-cabriolet compatte con tetto rigido ripiegabile. Un segmento oggi praticamente scomparso.
Di un certo interesse, fra le youngtimer, anche le versioni speciali e le serie limitate della 207, come la Roland Garros, la 200 Millesime e la Le Mans Series, nata su base GTI per celebrare i successi della 908 nell’omonima disciplina endurance.







Fonte | Stellantis
