La grande scommessa elettrica di Dodge sulla Charger non ha funzionato. Almeno per la metà sbagliata. Quando la Challenger e la vecchia Charger sono uscite di scena, il costruttore americano ha scelto di puntare quasi tutto sull’elettrico, rinviando a data da destinarsi qualsiasi versione a benzina. I clienti hanno risposto con un disinteresse difficile da ignorare. Poi è arrivato il motore Hurricane, e qualcosa ha iniziato a muoversi.

I numeri del 2025 raccontano una storia piuttosto netta. Stellantis riporta un aumento complessivo delle vendite della Charger del 33% su base annua, ma è la ripartizione a dire tutto. La Charger con motore Hurricane ha venduto 4.583 unità, con una crescita del 181% rispetto all’anno scorso e un +404% rispetto al secondo trimestre di quest’anno, da 578 a 2.911 unità in un solo trimestre. Merito, probabilmente, dell’arrivo della versione R/T Sixpack e delle varianti a due e quattro porte.
La Charger Daytona, l’elettrica, va nella direzione opposta, e in modo brutale. Nel secondo trimestre appena 294 esemplari, contro i 2.352 del trimestre precedente. Il totale annuo si ferma a 534 unità, contro le 4.299 dell’anno scorso. Un calo dell’88% che non ha bisogno di molti commenti. Se il CEO di Stellantis Antonio Filosa aveva previsto che le versioni a benzina avrebbero rappresentato il 90% dei volumi, la realtà si è fermata all’89,5%, quindi abbastanza vicino.

Resta, però, un problema di scala. Nel suo ultimo anno di produzione, la vecchia Charger aveva venduto quasi 35.000 unità, con la Challenger che sfiorava i 27.000 esemplari. I numeri attuali sono ancora lontanissimi da quei livelli.
Le strade per invertire la tendenza sono abbastanza evidenti. La prima è il ritorno del V8 Hemi, che Ram ha già reintrodotto sulla 1500. La seconda è una versione entry level più accessibile: la R/T Hurricane parte da circa 50.000 dollari, escludendo di fatto chi vuole l’estetica della Charger senza quella spesa.
Il CEO di Dodge ha ammesso di essere “consapevole” di giocare in questa fascia di mercato, senza sbottonarsi oltre. Tra i candidati per un motore da entry level ci sono il Pentastar V6 da 3.6 litri e il turbo quattro cilindri derivato dall’Hurricane.
