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Stellantis congela il suo stabilimento in Sudafrica: la Cina ha già vinto?

Stellantis rivede il progetto del suo stabilimento in Sudafrica a Gqeberha: colpa dei produttori asiatici, hanno rivoluzionato il mercato.

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Lo stabilimento di Gqeberha in Sudafrica esiste ancora, disponibile, almeno sulla carta. Stellantis non ha cancellato il progetto del suo primo impianto sudafricano, ma lo ha messo in pausa, e la differenza tra le due cose, nel lessico aziendale, è spesso più sottile di quanto si voglia ammettere.

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Mike Whitfield, amministratore delegato di Stellantis per il Sudafrica, lo ha detto durante una conferenza stampa dedicata alla strategia regionale per il Medio Oriente e l’Africa: una decisione sui prossimi passi arriverà entro pochi mesi. L’impianto, annunciato nel 2023 con l’obiettivo iniziale di produrre il pick-up Peugeot Landtrek, avrebbe dovuto essere operativo già l’anno scorso.

Il motivo è abbastanza chiaro se si guarda a cosa è successo nel frattempo sul mercato africano dei pick-up. Tre anni e mezzo fa, il 94% di tutti i pick-up venduti nel continente erano prodotti localmente. Oggi quella quota è scesa a poco più del 70%. Il resto lo hanno preso i produttori asiatici, Chery in testa, con veicoli a basso costo capaci di abbattere la soglia psicologica dei 400.000 rand. Un cambiamento di scenario che ha reso necessaria la revisione del progetto, ora pensato per supportare più modelli anziché uno solo.

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Stellantis non considera i costruttori cinesi semplicemente come una minaccia. Whitfield lo ha ammesso con franchezza: i cinesi hanno fatto un lavoro eccellente, ha detto, e per restare competitivi bisogna approvvigionarsi con lo stesso livello di competitività. Insomma, aumenteranno le importazioni dall’Asia, Cina compresa.

Sulla possibilità di condividere il futuro stabilimento sudafricano con partner cinesi, considerando che Stellantis in Europa collabora già con Leapmotor e Dongfeng, Whitfield ha glissato, dicendo che l’attenzione era “molto concentrata su noi stessi”. Una risposta che non chiude nessuna porta.

Samir Cherfan, COO per il Medio Oriente e l’Africa, ha tracciato la direzione strategica più ampia: SUV e pick-up provenienti dall’Asia ai migliori costi di riferimento, a complemento della produzione locale in Marocco e Turchia, già oggi tra gli impianti più competitivi del gruppo. Il Sudafrica, nel disegno complessivo, resta un nodo da risolvere.

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