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Stellantis, perché lo stabilimento sudafricano non sta decollando

Lo stabilimento Stellantis di Coega, in Sudafrica, è fermo dal 2024: un solo pickup non basta a renderlo sostenibile.

Stellantis stabilimento

Tre miliardi di rand investiti (quasi 154 milioni di euro), tre anni di attesa, un impianto ancora fermo in Sudafrica. Lo stabilimento Stellantis nella zona industriale di Coega, nella baia di Nelson Mandela, nella provincia del Capo Orientale, è uno di quei progetti che sulla carta sembravano solidi e nella realtà si sono rivelati più complicati del previsto.

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L’idea originale era semplice, ovvero assemblare il Peugeot Landtrek in kit CKD, con lotti da 50.000 unità destinati all’esportazione, espandibili fino a 90.000 nel lungo periodo. Un accordo con il Ministero del Commercio e dell’Industria, una data di avvio prevista entro fine 2025. Poi, però, qualcosa si è inceppato. Lo stabilimento, infatti, è fermo.

Stellantis Coega

Secondo quanto riportato da Engineering News, i piani sono stati sospesi per ridiscutere l’intera strategia produttiva. Mike Whitfield, CEO di Stellantis Sudafrica, ha escluso un abbandono del progetto ma ha ammesso senza giri di parole che «un solo pickup non rende sostenibile l’impianto». La soluzione potrebbe essere affiancare al Landtrek altri due modelli, ancora da definire ufficialmente, con una decisione attesa entro fine giugno.

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Whitfield ha però già escluso la condivisione dello stabilimento con altri brand, chiudendo così la porta alle speculazioni su una possibile joint venture con Mercedes o Great Wall Motors, ipotesi circolate nelle ultime settimane.

Il portafoglio Stellantis in Sudafrica è largo: Alfa Romeo, Citroën, Fiat, Jeep, Opel, Peugeot e la new entry cinese Leapmotor. Tra i candidati più credibili per affiancare il Landtrek, Opel sembra in pole position. Corsa, Astra e Corsa Utility erano già prodotti localmente in passato. La Frontera, attesa quest’anno come SUV di fascia media, e un possibile ritorno dell’Astra restano le ipotesi più concrete.

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Più suggestiva, ma ancora lontana dal concretizzarsi, la pista che porta alla Fiat Strada, futura berlina globale con guida a destra, o ai cugini sudamericani Fiat Titano e Ram 1200, tutti derivati dalla stessa piattaforma del Landtrek.

La data cerchiata sul calendario è fine giugno. A quel punto, Stellantis dovrebbe avere uno studio completo da condividere. Fino ad allora, Coega resta un capannone pieno di potenziale e vuoto di veicoli.

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