Quattro settimane di stop per ferie a Mirafiori. L’ultima settimana di luglio e tre settimane ad agosto fermeranno le Carrozzerie dello stabilimento torinese, dove oggi viene prodotta la Fiat 500. Una pausa estiva che, in condizioni normali, potrebbe sembrare una semplice programmazione industriale. Questa volta, però, il dato pesa di più, perché arriva in un momento in cui sul futuro produttivo del sito restano aperte molte domande.
Mirafiori si fermerà per quattro settimane, più del previsto, alimentando i timori della Fiom su contratti interinali e futuro della Fiat 500
Secondo le previsioni legate alla produzione della Fiat 500 Ibrida, lo stop avrebbe dovuto essere più contenuto, limitato a due settimane. Il calendario comunicato, invece, raddoppia di fatto la durata della fermata. Ed è proprio questo scostamento rispetto alle attese a far crescere la preoccupazione dei sindacati, soprattutto in vista delle scadenze contrattuali che coinvolgono una parte importante dei giovani lavoratori assunti nei mesi scorsi.
La Fiom, in una nota, ha espresso forte allarme per la situazione. Il sindacato ricorda che il periodo estivo avrebbe dovuto coincidere con una fase di maggiore spinta produttiva, senza ponti e con ferie ridotte rispetto al calendario ora emerso. Il timore riguarda in particolare i contratti degli interinali entrati in servizio a fine gennaio, quando erano stati assunti circa 500 lavoratori. Tra luglio e settembre, secondo quanto riferito dalla Fiom, arriverà a scadenza circa il 40% di quei rapporti.

Il nodo è evidente: se lo stabilimento si ferma più a lungo del previsto proprio nel momento in cui la produzione avrebbe dovuto salire, il rischio è che una parte di quei contratti non venga prorogata o stabilizzata. Per il sindacato sarebbe un segnale molto negativo, perché metterebbe in discussione la tenuta del piano industriale e riaprirebbe scenari già vissuti in passato, compreso il possibile ritorno alla cassa integrazione.
La questione si inserisce in un quadro più ampio. Mirafiori resta uno dei simboli dell’industria automobilistica italiana, ma da tempo vive una fase complessa, legata ai volumi ridotti e alla transizione verso nuove motorizzazioni. La Fiat 500 Ibrida avrebbe dovuto rappresentare una leva importante per rilanciare l’attività produttiva, ma i numeri indicati inizialmente appaiono sempre più difficili da raggiungere.

La Fiom richiama anche le recenti parole dell’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, secondo cui la nuova 500 non arriverà prima del 2030. Una prospettiva che allunga ulteriormente i tempi del rinnovamento pieno del modello e alimenta le incertezze sul medio periodo. Il sindacato sottolinea inoltre come l’obiettivo dichiarato lo scorso anno di arrivare a 100 mila vetture annue sembri oggi lontano dalla realtà produttiva.
Per Mirafiori, dunque, la pausa estiva non viene letta soltanto come una normale fermata per ferie. Diventa un segnale industriale da interpretare con attenzione, soprattutto per chi lavora nello stabilimento e attende risposte concrete sul futuro della produzione, sui volumi della 500 Ibrida e sulla sorte dei giovani interinali entrati pochi mesi fa.
