Stellantis fa un passo indietro sul ritorno in ufficio a tempo pieno in Francia. l’azienda ha deciso di fermare il suo piano che avrebbe previsto la presenza dei dipendenti in sede cinque giorni alla settimana. Resta quindi confermata la formula attuale: tre giorni in ufficio e due da remoto.
Stellantis rinuncia al rientro totale in ufficio in Francia e conferma il modello ibrido: tre giorni in sede e due da remoto, dopo le proteste sindacali
La scelta arriva dopo le proteste dei lavoratori e le critiche dei sindacati, che avevano contestato l’ipotesi di ridurre ulteriormente lo smart working. La decisione è stata comunicata il 24 giugno durante una riunione dell’ufficio allargato del Comitato centrale economico e sociale. In quella sede, l’azienda ha chiarito di voler mantenere l’organizzazione già adottata nel 2025.
In un primo momento, Stellantis aveva spiegato la possibile stretta sul lavoro da remoto con la necessità di migliorare il coordinamento tra i team, rendere più efficace la collaborazione e aumentare la produttività. Sono argomenti che molte grandi aziende stanno riportando al centro del dibattito. Tuttavia, nel caso del gruppo automobilistico, la proposta ha incontrato una resistenza molto forte.
Per molti dipendenti, soprattutto tra il personale amministrativo, il lavoro ibrido è ormai diventato parte della quotidianità. Secondo una consultazione citata dalla CFE-CGC, il 95% dei lavoratori interpellati si sarebbe detto contrario al ritorno completo in ufficio. Un dato molto netto, che ha reso evidente il malcontento interno.
I sindacati hanno posto anche una questione pratica. Molti dipendenti collaborano ogni giorno con colleghi che si trovano in altre sedi, spesso attraverso videochiamate e riunioni online. In questo contesto, obbligare tutti a rientrare cinque giorni su cinque avrebbe rischiato di avere poco senso: si sarebbe tornati in ufficio, ma per continuare comunque a lavorare a distanza con persone fisicamente lontane.

Alla fine, Stellantis ha scelto una linea più prudente. I tre giorni in sede consentono di mantenere momenti di confronto diretto, utili per riunioni, scambi tra colleghi e attività che richiedono maggiore presenza. Le due giornate da remoto, invece, garantiscono quella flessibilità che molti lavoratori considerano ormai importante per gestire meglio la propria settimana.
La decisione tiene conto anche di elementi concreti, come gli spazi disponibili negli uffici e l’organizzazione dei flussi di lavoro. Non è quindi soltanto una risposta alle proteste, ma anche una scelta legata al funzionamento quotidiano dell’azienda.
Il caso Stellantis conferma quanto il lavoro ibrido sia diventato un tema centrale nelle grandi imprese. Tornare al modello di prima non è più automatico. Oggi la presenza in ufficio deve avere un valore reale, non essere solo un obbligo. Per ora, in Francia, il gruppo di Antonio Filosa sceglie il compromesso e lascia aperta la discussione sul futuro del lavoro.
