C’è qualcosa di vagamente malinconico nel debutto della DS N°7. Parliamo del SUV premium di segmento D, prodotto a Melfi, disponibile in versione mild-hybrid e full electric, con interni artigianali, isolamento acustico da prima classe e un design che non passa inosservato. Proprio lui, è protagonista di un momento simbolico del marchio.

Le prime recensioni dalla Provenza, dove il modello sta facendo il suo giro stampa, sono unanimemente positive: raffinato, confortevole, distintivo. Aleggia sul lancio una domanda che nessuno può mettere a tacere: è l’ultimo DS che vedremo con questo nome?
Il predecessore, la DS 7 Crossback, aveva segnato simbolicamente l’inizio dell’avventura indipendente del marchio. La N°7 potrebbe segnarne la fine. Stando alle indiscrezioni che circolano in casa Stellantis, non sono previsti ulteriori modelli autonomi sotto il badge DS.

Xavier Chardon, già capo di Citroën, ha preso le redini del marchio e la direzione sembra tracciata: la prossima DS 3 (o N°3) debutterà probabilmente come linea separata firmata Citroën, e DS come entità indipendente potrebbe semplicemente smettere di esistere.
Nel frattempo, l’auto c’è e si fa notare. La versione mild-hybrid parte da una stima di circa 50.000 euro, mentre la variante elettrica, fino a 740 km di autonomia dichiarata, si attesta intorno ai 64.000 euro, allineandosi alla E-Tense 230 CV Étoile già ordinabile in Francia. Il listino ufficiale per l’Italia non è ancora definitivo, ma gli ordini sono aperti.
A bordo si trovano materiali di alta qualità, lavorazioni che strizzano l’occhio alla tradizione artigianale francese e un’abitabilità pensata per chi considera il viaggio un’esperienza, non un trasferimento.

Il problema, però, come si intuisce, non è l’auto. Il problema è il contesto in cui nasce. Lanciare un SUV premium di questa caratura con un punto interrogativo grande quanto il cofano sul futuro del marchio non è esattamente la condizione ideale per conquistare una clientela luxury, che per definizione compra anche un’identità, non solo un veicolo. La DS N°7 è comunque probabilmente la risposta migliore che il marchio potesse dare in questo momento.
