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Debutto stampa in Provenza per la N°7, forse l’ultimo da “indipendente” per DS

La DS N°7 debutta in versione mild-hybrid e full electric con fino a 740 km di autonomia e interni artigianali. E il futuro del marchio DS?

ds n°7 2026

C’è qualcosa di vagamente malinconico nel debutto della DS N°7. Parliamo del SUV premium di segmento D, prodotto a Melfi, disponibile in versione mild-hybrid e full electric, con interni artigianali, isolamento acustico da prima classe e un design che non passa inosservato. Proprio lui, è protagonista di un momento simbolico del marchio.

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Le prime recensioni dalla Provenza, dove il modello sta facendo il suo giro stampa, sono unanimemente positive: raffinato, confortevole, distintivo. Aleggia sul lancio una domanda che nessuno può mettere a tacere: è l’ultimo DS che vedremo con questo nome?

Il predecessore, la DS 7 Crossback, aveva segnato simbolicamente l’inizio dell’avventura indipendente del marchio. La N°7 potrebbe segnarne la fine. Stando alle indiscrezioni che circolano in casa Stellantis, non sono previsti ulteriori modelli autonomi sotto il badge DS.

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Xavier Chardon, già capo di Citroën, ha preso le redini del marchio e la direzione sembra tracciata: la prossima DS 3 (o N°3) debutterà probabilmente come linea separata firmata Citroën, e DS come entità indipendente potrebbe semplicemente smettere di esistere.

Nel frattempo, l’auto c’è e si fa notare. La versione mild-hybrid parte da una stima di circa 50.000 euro, mentre la variante elettrica, fino a 740 km di autonomia dichiarata, si attesta intorno ai 64.000 euro, allineandosi alla E-Tense 230 CV Étoile già ordinabile in Francia. Il listino ufficiale per l’Italia non è ancora definitivo, ma gli ordini sono aperti.

A bordo si trovano materiali di alta qualità, lavorazioni che strizzano l’occhio alla tradizione artigianale francese e un’abitabilità pensata per chi considera il viaggio un’esperienza, non un trasferimento.

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Il problema, però, come si intuisce, non è l’auto. Il problema è il contesto in cui nasce. Lanciare un SUV premium di questa caratura con un punto interrogativo grande quanto il cofano sul futuro del marchio non è esattamente la condizione ideale per conquistare una clientela luxury, che per definizione compra anche un’identità, non solo un veicolo. La DS N°7 è comunque probabilmente la risposta migliore che il marchio potesse dare in questo momento.