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Alfa Romeo, numeri da allarme rosso: il mercato europeo continua a voltare le spalle al Biscione

A maggio Stellantis chiude il mercato europeo in calo del 2,6%, ma il dato più pesante arriva da Alfa Romeo, che segna un -28,2% con 3.396 immatricolazioni. Nei primi cinque mesi del 2026 il gruppo resta in crescita, mentre il Biscione continua a soffrire anche in Efta e Regno Unito, con ripercussioni sullo stabilimento di Cassino.

Gamma Alfa Romeo

Il mese di maggio consegna a Stellantis un quadro europeo in chiaroscuro, ma per Alfa Romeo il segnale è ancora una volta pesante. Secondo i dati Acea, l’associazione dei costruttori europei, il gruppo ha registrato nel Vecchio Continente un calo del 2,6 per cento, con 146.381 vetture immatricolate. Una flessione che conferma una fase complessa per il mercato, ma che al suo interno mostra situazioni molto diverse da marchio a marchio.

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Alfa Romeo soffre ancora in Europa: a maggio le immatricolazioni calano del 28,2% e nei primi cinque mesi il trend resta negativo, pesando su Cassino

A tenere alta la bandiera del gruppo è Fiat, capace di chiudere maggio con un significativo +22,9 per cento. Un risultato che pesa in positivo e che conferma il ruolo del marchio torinese nei volumi Stellantis. Dall’altra parte, però, c’è il dato di Alfa Romeo, che continua a muoversi in direzione opposta: -28,2 per cento nel mese, con appena 3.396 vetture immatricolate.

Numeri che fanno rumore, soprattutto perché non rappresentano un episodio isolato. Il Biscione sta vivendo da tempo una fase difficile e il mercato europeo continua a restituire una fotografia severa. La crisi è scritta nelle immatricolazioni, nei volumi che si assottigliano e nel confronto con lo stesso periodo dello scorso anno.

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Nei primi cinque mesi del 2026, Stellantis riesce comunque a mantenere un saldo positivo in Europa, con una crescita del 5,7 per cento rispetto al gennaio-maggio dell’anno precedente. Ma anche in questo caso Alfa Romeo resta fuori dalla scia favorevole. Le vetture prodotte nello stabilimento di Cassino hanno fatto registrare un calo del 22,6 per cento, fermandosi poco sopra quota 20 mila unità, contro le circa 26.500 dello stesso periodo del 2025.

Il quadro non cambia se lo sguardo si allarga ai Paesi dell’area Efta e al Regno Unito. In questo perimetro, Alfa Romeo segna un -23,9 per cento a maggio e un -21 per cento nei primi cinque mesi dell’anno. È un arretramento netto, che conferma le difficoltà commerciali di una gamma oggi troppo fragile per reggere il passo della concorrenza.

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Il nodo, inevitabilmente, riporta anche a Cassino. Lo stabilimento laziale resta legato al destino industriale del marchio e ogni contrazione delle immatricolazioni diventa un campanello d’allarme per produzione, occupazione e indotto. Per Alfa Romeo, la sfida adesso non è solo rilanciare i numeri, ma ricostruire una prospettiva credibile.