Un brevetto depositato di recente da Ferrari racconta una storia curiosa. Il costruttore, per risolvere due problemi tecnici legati ai tergicristalli della Luce, il primo veicolo elettrico del Cavallino, ne ha creato potenzialmente un terzo, forse più imbarazzante degli altri due messi insieme.
Il punto di partenza è il design del cofano della Luce, tutt’altro che convenzionale. La carrozzeria principale è rialzata rispetto a un pannello inferiore, con alcuni centimetri di spazio tra i due strati. Una soluzione aerodinamica raffinata, pensata per garantire un flusso d’aria continuo dal cofano sulla superficie del parabrezza, senza interruzioni. In galleria del vento funziona benissimo.

Durante la presentazione, le lame erano posizionate verticalmente sul parabrezza, una scelta che Ferrari stessa definisce nel brevetto come qualcosa che “compromette significativamente l’estetica complessiva della parte anteriore del veicolo”. Insomma, anche a Maranello sanno che il risultato non è esattamente attraente. Posizionarli orizzontalmente alla base del parabrezza, nel punto di incontro con il cofano, risolverebbe il problema estetico ma ostacolerebbe il flusso d’aria, con conseguenze sull’efficienza.
La soluzione brevettata è tanto ingegnosa quanto potenzialmente problematica: i tergicristalli, a riposo, ruotano verso il basso e si infilano nella cavità tra i due strati del cofano, sparendo alla vista e uscendo dal percorso aerodinamico. Ferrari illustra inoltre di poter montare un motore separato per ogni lama, abbandonando il classico sistema a leveraggio singolo con un solo motore per entrambe.

Il sottocofano della Luce è rifinito in nero lucido, o comunque in un materiale dalla superficie scura e apparentemente delicata. E i tergicristalli, ogni volta che vengono azionati, striscerebbero proprio su quella superficie. Il risultato più ottimistico sono striature visibili a occhio nudo; quello più pessimistico, graffi profondi che rendono il cofano irrecuperabile in tempi brevi. Nel brevetto non c’è traccia di soluzioni a questo problema specifico.
Le ipotesi sul tavolo, per ora, restano due: o i tergicristalli finiranno per restare perennemente in posizione verticale, oppure Ferrari introdurrà una pellicola protettiva trasparente da sostituire periodicamente. Su un’auto che si posiziona nel segmento del lusso estremo, la prospettiva di dover cambiare un film protettivo sul cofano come si cambia un filtro dell’olio sembra una contraddizione che Maranello dovrà prima o poi affrontare.
