“Rosalie” è l’appellativo scelto per alcune vetture di serie nate in casa Citroën e diventate, il più delle volte con apporti esterni, delle creature in grado di mettere a segno imprese straordinarie di resistenza e velocità.
A questa sigla si legano centinaia di record internazionali e mondiali, che contribuirono ad affermare la percezione di robustezza delle auto del “double chevron“, spesso molto audaci. L’epopea delle “Rosalie” prese forma negli anni trenta, consacrando l’affidabilità e lo spirito pionieristico di Citroën.
A dire il vero, il fondatore André Citroën non era rapito dal tema della velocità celebrato dal futurismo. Lui non puntava sui modelli adatti alle corse, in ascesa in quel periodo storico, ma su quelli destinati alla clientela senza velleità agonistiche, orientata alla sicurezza, all’affidabilità e al comfort.
Fu “Rosalie” a fargli cambiare, in parte, idea. La prima vettura di questa saga prese forma a partire da una Citroën C6 F. Il modello fu scelto da una nota azienda di lubrificanti, quando le lancette del tempo segnavano il 1931, per fare pubblicità ai suoi prodotti, testando il nuovo olio su una vettura di serie.
L’auto scelta per l’esperimento fu allestita appositamente con una carrozzeria in alluminio profilato. A idearla ci pensò César Marchand, meccanico esperto nella messa a punto e pilota formatosi nelle file della Voisin. Una volta pronta, la vettura ebbe il nome di battesimo prima menzionato, in onore di Santa Rosalia, che si festeggiava in quel periodo.
Dal 22 ottobre al 1° novembre di quell’anno, l’auto del “double chevron” così configurata riuscì a percorrere, sotto l’occhio vigile dei Commissari dell’Associazione Internazionale dei Club dell’Automobile, ben 25.000 chilometri sul Circuito di Montlhéry. In quella circostanza mise a segno ben 14 record internazionali.

La scia vincente proseguì con la “Rosalie II”, una Citroën C6 G. A lei andarono 60 record internazionali e 30 mondiali nella categoria 2-3 litri. L’auto, in questa configurazione, riuscì a percorrere la pista di Montlhéry per 100.000 chilometri, senza mai fermarsi, dal 5 marzo al 14 aprile 1932. Il tutto a una media di 108 km/h.
A quel punto, André Citroën cominciò a percepire l’essenza benefica del profumo del successo, anche se quelle auto, dopo la trasformazione, non portavano più il suo nome. Così decise di dare un apporto personale.
Scelse anche di proporre una sfida, che aveva il sapore di un coup de théâtre, mettendo in palio un milione di franchi per la casa automobilistica che fosse riuscita a battere i record della “Rosalie II” entro il primo ottobre del 1932. Nessuno reclamò la somma.
Quel nome, dedicato a una santa, venne applicato su più vetture di serie della casa automobilistica francese, dotate di una speciale carrozzeria. Tutte cercarono di sfruttare l’onda della visibilità e di dare continuità alla luminosa storia.
Citiamo, ad esempio, la Citroën 8CV, “Petite Rosalie”, terzo atto del cammino. Sbocciata nel 1933, mise a segno 297 record di resistenza. Con i suoi cinque piloti, che si alternano al volante ogni cinque ore, la formidabile vettura girò in pista ininterrottamente per ben quattro mesi, fermandosi dopo aver percorso trecentomila chilometri alla media di 93,5 km/h. Una pubblicità speciale per il marchio.
In tempi successivi, una 15CV con motore a 6 cilindri, carrozzata come le “sorelle” e battezzata “Rosalie V”, girò a Montlhéry dal 26 aprile al 24 maggio 1933 percorrendo ottantamila chilometri ad una media di 119 km/h. Qui fu la velocità a crescere, ma la “gittata” risultò inferiore.
L’epopea dei record proseguì con “Rosalie VI”, un’altra 15CV a 6 cilindri dotata di carrozzeria sport monoposto, che girò in pista per soli due giorni, nell’aprile del 1934, ma ad una velocità decisamente sostenuta, stabilendo diversi record sopra il muro dei 150 km/h. Un altro esemplare della specie riuscì a battere vari primati di velocità sopra i 145 km/h. Fu un’ulteriore prova di consistenza.
La saga continuò con due Citroën Rosalie “non ufficiali”: la 15CV Spido, che percorse nel 1933 circa ventimila chilometri alla media di 132 km/h, e la “Rosalie IX”, su base Traction Avant (11CV berlina), che macinò 100.000 chilometri alla media di 1.500 chilometri al giorno, sulle normali strade francesi. Un altro primato.





Fonte | Stellantis
