Le nuove Fiat Pandina, che qui vi mostriamo in un render di Kleber Silva e Citroen 2CV potrebbero diventare molto più di due semplici citycar elettriche. Per Stellantis rappresentano una svolta strategica: il passaggio da una logica multi-energia, con piattaforme pensate per motori termici, ibridi ed elettrici, a modelli nati fin dall’inizio soltanto a batteria. Una scelta netta, dettata da un mercato che sta cambiando rapidamente e da una concorrenza cinese sempre più aggressiva, soprattutto sul fronte dei prezzi.
Stellantis punta su citycar elettriche accessibili: Nuove Fiat Pandina e Citroen 2CV nasceranno per costare meno
A spiegare il nuovo orientamento è stato Emanuele Cappellano, responsabile Enlarged Europe di Stellantis, durante l’Automotive News Europe Congress. Il senso del messaggio è chiaro: sulle piccole auto non ci si può più permettere di disperdere investimenti. Per rendere l’elettrico davvero accessibile bisogna semplificare, tagliare i costi industriali e concentrare le risorse su piattaforme pensate appositamente per vetture economiche a zero emissioni.
Questa direzione rientra nel piano FaSTLAne 2030, il primo grande progetto industriale del gruppo sotto la guida del CEO Antonio Filosa. Al centro c’è il debutto di Stellantis nel segmento delle cosiddette e-car, la nuova categoria promossa dalla Commissione europea per favorire la diffusione di auto elettriche accessibili e prodotte in Europa. Un terreno delicato, ma decisivo, perché proprio sulle piccole si giocherà una parte importante della transizione.

Il primo modello, molto probabilmente la nuova Fiat Pandina, dovrebbe arrivare nel 2028 e sarà prodotto in Italia, nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Il prezzo indicativo, secondo le anticipazioni, sarà intorno ai 15.000 euro. Una cifra simbolica, ma anche molto concreta: è la soglia che potrebbe rendere l’auto elettrica competitiva con le citycar tradizionali. Stellantis punta infatti a raggiungere la parità di costo tra elettrico e termico proprio entro quella data.
Tra i modelli più attesi c’è l’erede della storica Citroën 2CV. Durante l’Investor Day 2026, il gruppo ha mostrato un’anticipazione della vettura, attesa in anteprima al Salone di Parigi, in programma dal 12 al 18 ottobre. Le prime indicazioni parlano di un design ispirato alla 2CV originale.
Il ritorno di nomi iconici è una strada sempre più seguita dai costruttori europei per accompagnare il passaggio all’elettrico. Fiat lo ha già fatto con la 500, mentre Renault ha rilanciato in chiave moderna modelli come 5, 4 e Twingo.
Accanto alla nuova 2CV potrebbe arrivare anche una Fiat Pandina elettrica, pensata per raccogliere l’eredità popolare della Panda e portarla nella mobilità urbana del futuro. Nelle slide del gruppo compaiono tre modelli destinati al segmento e-car: oltre alla proposta Citroën e a quella Fiat, ci sarebbe anche una terza vettura ancora inedita.

La partita, però, sarà soprattutto economica. Per abbassare i costi Stellantis punta anche sulle collaborazioni con partner cinesi, a partire da Leapmotor, e sulla nuova piattaforma STLA One, destinata a riunire cinque architetture in una base modulare scalabile. FaSTLAne 2030 prevede oltre 60 miliardi di euro di investimenti in cinque anni, più di 60 nuovi modelli e 29 elettriche. Ma la sfida più importante potrebbe giocarsi proprio qui: sulle piccole auto, quelle che devono rendere l’elettrico finalmente alla portata di molti.

