Ferrari non ha mai inseguito le mode, le ha spesso attraversate con diffidenza e poi, quando necessario, le ha trasformate in qualcosa di suo. È per questo che l’ipotesi di vedere il Cavallino rampante in Formula E non suona più come una provocazione, ma come uno scenario possibile.
Ferrari Luce rende meno lontana l’ipotesi Formula E: Agag riapre il dossier mentre Maranello prepara il suo futuro elettrico
A riaccendere il tema è stato Alejandro Agag, presidente della Formula E, parlando a margine del Gran Premio di Montecarlo. La frase è di quelle che pesano: l’arrivo di Ferrari nel campionato elettrico, ha spiegato, è “meno utopia” rispetto al passato. Il motivo ha un nome preciso: Ferrari Luce, la prima elettrica della storia di Maranello.
Ferrari Luce del resto è un vero e proprio manifesto tecnico. La super car a zero emissioni monta quattro motori elettrici, uno per ruota, per una potenza complessiva di 1.035 cavalli. La velocità massima supera i 310 km/h, mentre l’autonomia dichiarata va oltre i 500 chilometri.
Il design porta la firma di LoveFrom, il collettivo fondato da Jony Ive, mentre la tecnologia di trazione nasce dall’esperienza accumulata in Formula 1 e nel WEC. I motori a flusso radiale sono stati sviluppati internamente nel nuovo E-Building di Maranello. Anche questo è un segnale: Ferrari vuole controllarne ogni passaggio.
È qui che la Formula E entra nel discorso. Il campionato cerca ancora credibilità industriale e simbolica. E nessun nome, nel mondo dell’automobile sportiva, pesa quanto Ferrari. Per Agag, l’arrivo di Luce dimostra che Maranello ha ormai le competenze e il linguaggio tecnico per immaginare un futuro anche nelle corse elettriche.

Resta il nodo emotivo. Per molti puristi, una Ferrari silenziosa è quasi un ossimoro. Il Cavallino è rumore, vibrazione, odore di benzina, rito meccanico. Una monoposto elettrica con lo stemma Ferrari sarebbe una rivoluzione culturale prima ancora che sportiva.
Eppure il percorso è tracciato. Mentre altri costruttori rallentano sull’elettrico, Ferrari accelera con una filiera interna e una strategia precisa: entro il 2030, il 20% della gamma sarà elettrico puro, il 40% ibrido e il 40% a combustione. La Formula E, oggi, resta un’ipotesi. Ma dopo il debutto di Luce, non sembra più impossibile.
