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Panda a Pandino 2026: l’unione di quattro generazioni e due continenti

Dal 19 al 21 giugno 2026 torna Panda a Pandino, il raduno europeo più partecipato dedicato a un solo modello.

panda a pandino

Dal 19 al 21 giugno 2026, Pandino torna a essere la capitale mondiale di un’utilitaria che non ha mai smesso di fare quello che le riesce meglio: unire la gente. Panda a Pandino è alla sua nuova edizione e i numeri continuano a salire vertiginosamente: più di mille vetture nell’edizione 2025, partecipanti da tutta Europa e, quest’anno, anche dall’Uruguay.

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Un equipaggio sudamericano, infatti, ha iscritto la propria Fiat Panda e ha percorso, o sta percorrendo, migliaia di chilometri per parcheggiare davanti al Castello Visconteo di Pandino insieme a centinaia di altri esemplari che spaziano dalle prime serie degli anni Ottanta ai modelli più recenti. La Panda è uno di quei pochi oggetti industriali riusciti a costruire una comunità vera, viscerale, capace di sopravvivere ai decenni e alla distanza tra i continenti.

Il raduno nacque nel 2017 dai social, come quasi tutto ciò che funziona oggi, e in meno di dieci anni è diventato uno degli appuntamenti più partecipati d’Europa dedicati a un singolo modello. Il merito è probabilmente nella natura democratica dell’auto stessa: la manifestazione accoglie tutte le Panda senza distinzione di anno o condizioni. Non serve avere un esemplare restaurato con i guanti bianchi.

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Il programma si sviluppa su tre giorni. Venerdì 19 apertura con street food e musica, per rompere il ghiaccio. Sabato 20 è la giornata centrale: gli equipaggi registrati si riuniranno a Contrada San Rocco, a Dovera, per una coreografia collettiva ripresa dai droni, seguita dal PandaGiro, la sfilata attraverso campagne e centri abitati fino al Castello Visconteo. Domenica 21 le vetture invadono il centro storico di Pandino, piazze, strade, gli spazi attorno al castello, in un’esposizione che vale da sola il viaggio.

Tra gli ospiti attesi c’è William Jonathan, voce nota nella comunità degli appassionati, che ha sintetizzato così il fenomeno: la versatilità della Panda si è trasformata naturalmente in una trasversalità di pubblico che abbraccia almeno quattro generazioni. Neopatentati, famiglie, collezionisti, nostalgici.

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Da segnalare anche la vocazione solidale dell’evento: il ricavato netto, come nelle edizioni precedenti, verrà destinato a iniziative benefiche locali. Un dettaglio che trasforma il raduno in qualcosa di difficilmente catalogabile.