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Ferrari Luce, la Rossa elettrica è nata per durare per sempre

Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino, punta a non invecchiare con la tecnologia di bordo. Il suo pacco batteria da 122 kWh è removibile e aggiornabile nel tempo, così da poter integrare future celle più avanzate senza modificare telaio e architettura. Un approccio pensato per superare il tema della durata delle batterie nelle supercar elettriche.

Ferrari Luce

Ferrari Luce oltre ad essere la prima elettrica del cavallino rampante è una supercar pensata per non invecchiare insieme alla tecnologia che porta a bordo. In un mercato in cui la durata delle batterie resta uno dei temi più discussi, Maranello prova a ribaltare la prospettiva, trasformando il pacco batteria da possibile punto debole a elemento aggiornabile nel tempo.

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Ferrari Luce punta su una batteria removibile e aggiornabile, per evolvere nel tempo senza cambiare telaio

Il progetto, discusso e già al centro di critiche autorevoli, comprese quelle di Luca Cordero di Montezemolo, va oltre il tema delle prestazioni. Lo stile, la meccanica e la batteria contano, certo. Ma il cuore della Ferrari Luce è nella sua architettura, pensata per non restare prigioniera della tecnologia del momento. A spiegarlo è stata Elena Ligabue, responsabile dello sviluppo dei pacchi batteria Ferrari, in un’intervista a CarExpert.

Il punto più interessante riguarda proprio il pacco batteria da 122 kWh. A differenza di molte elettriche moderne, non è integrato in modo permanente nel telaio, ma può essere rimosso. Una scelta che richiama, almeno nel principio, la logica del battery swap, ma con un obiettivo diverso: non sostituire rapidamente la batteria per ripartire, bensì permettere alla vettura di evolvere nel tempo.

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La vettura, il telaio e l’alloggiamento della batteria sono per sempre”, ha spiegato Ligabue. “Quello che possiamo fare è sostituire la tecnologia interna con qualcosa di nuovo in futuro”. Ed è qui che la Ferrari Luce prova a distinguersi: le celle del modulo batteria potranno essere aggiornate qualora arrivassero tecnologie più avanzate, senza dover mettere in discussione la struttura di base dell’auto.

La batteria è composta da 15 moduli, ciascuno dotato di una propria piastra di raffreddamento in alluminio, pensata per dissipare il calore. A questo si aggiunge un sistema di monitoraggio della temperatura e della tensione, capace di seguire nel tempo l’invecchiamento delle celle. In pratica, è come se a bordo viaggiasse costantemente un tecnico invisibile, pronto a leggere ogni variazione e a segnalare eventuali anomalie.

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Per chi investe oltre 500.000 euro in una Ferrari elettrica, il tema non è secondario. La durata della batteria resta uno dei principali dubbi legati alle auto elettriche, anche se gli studi più recenti indicano prospettive sempre più rassicuranti. Ferrari prova così a trasformare una possibile debolezza in un argomento di forza.

La garanzia di otto anni su trasmissione elettrica, gruppo propulsore e sistema di ricarica completa il quadro. Ma il vero messaggio è un altro: la Ferrari Luce vuole essere una supercar elettrica capace di invecchiare senza diventare vecchia.