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Stellantis Italia, la Uilm avverte: “Servono garanzie vere per Cassino e Termoli”

La Uilm apprezza lo sforzo di Stellantis per rilanciare la produzione italiana, ma chiede impegni più chiari e tempi certi per gli stabilimenti di Cassino, Termoli e per l’indotto. Dopo l’incontro a Roma, il sindacato sollecita un piano operativo entro dicembre e interventi del governo sul fondo automotive.

Stellantis Cassino

La Uilm riconosce il tentativo di Stellantis di rimettere al centro anche la produzione italiana, ma chiede impegni più chiari e tempi certi. È questo il messaggio lanciato da Davide Sperti, segretario generale della Uilm, e da Gianluca Ficco, segretario nazionale responsabile del settore auto, al termine dell’incontro tenuto oggi a Roma con i vertici europei del gruppo automobilistico.

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La Uilm chiede a Stellantis impegni concreti per Cassino, Termoli e l’indotto

Il sindacato parla di un “evidente sforzo” da parte di Stellantis, ma sottolinea che il piano industriale deve essere completato con garanzie per tutti gli stabilimenti. Le priorità indicate sono tre: Cassino, Termoli e l’indotto. Per Cassino, spiegano Sperti e Ficco, serve una nuova missione produttiva capace di mettere in sicurezza il sito e allontanare definitivamente il rischio di chiusura.

Secondo la Uilm, la direzione del gruppo avrebbe confermato la volontà di trovare una soluzione per Cassino. Un impegno che il sindacato prende “estremamente sul serio”, chiedendo però che entro dicembre si trasformi in un piano operativo. Tra le ipotesi auspicate c’è l’assegnazione di modelli di alta gamma legati ai marchi più prestigiosi del gruppo, così da valorizzare anche brand che, secondo il sindacato, attendono un rilancio adeguato.

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Altro nodo centrale è Termoli. Dopo il venir meno del progetto gigafactory, attribuito soprattutto al peso dei costi energetici, la Uilm accoglie positivamente l’arrivo del cambio EDCT, ma chiede di andare oltre. Per Ficco e Sperti, lo stabilimento dovrebbe diventare il riferimento per il rilancio dei motori italiani destinati alle vetture ibride. Una scelta che, a loro giudizio, potrebbe sostenere anche i numerosi lanci attesi nei prossimi anni.

Resta poi aperta la questione dell’indotto, dove molte imprese vivono una fase di forte difficoltà. La Uilm chiede a Stellantis “responsabilità sociale” e al Governo un intervento concreto, a partire dal ripristino del fondo automotive.

Il sindacato riconosce una volontà di rilancio, ma avverte che il contesto resta complesso: livelli produttivi bassi, costi energetici elevati e politiche europee giudicate penalizzanti. Il confronto proseguirà il 14 luglio, quando tornerà a riunirsi il tavolo automotive.

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