Nell’estate del 1986 Opel era pronta a voltare pagina. A Rüsselsheim, mentre si avvicinava la pausa estiva, prendevano forma i primi esemplari di preserie della Opel Omega, la berlina chiamata a raccogliere l’eredità della Rekord. Con questo modello la Casa tedesca voleva cambiare passo, aggiornare la propria immagine e presentarsi con un linguaggio più moderno.
40 anni fa Opel lanciava la Omega, berlina più moderna e aerodinamica della Rekord, frutto di grandi investimenti e innovazioni tecniche
Il nome scelto diceva già molto. Omega, ultima lettera dell’alfabeto greco, evocava la fine di un ciclo, quello delle grandi Opel più tradizionali e ancora legate a un’impostazione stilistica di sapore americano. Allo stesso tempo, però, suggeriva anche l’inizio di una nuova fase. La produzione riprese regolarmente a settembre, con i primi esemplari destinati alle concessionarie, mentre il debutto ufficiale arrivò a ottobre al Salone di Parigi.
A fare la differenza, fin dal primo sguardo, era la linea. Rispetto alla Rekord, la Omega appariva più morbida, pulita e slanciata. Il frontale spiovente, le fiancate lisce e i finestrini avvolgenti contribuivano a darle una presenza più dinamica, senza tradire la concretezza tipica di Opel. Dietro quelle forme non c’era soltanto una scelta estetica: il lavoro sull’aerodinamica permise di raggiungere un coefficiente Cx compreso tra 0,28 e 0,30, a seconda delle versioni.

Il progetto fu tutt’altro che ordinario. Opel investì circa 2 miliardi di marchi e realizzò a Rüsselsheim una nuova linea produttiva, considerata tra le più avanzate del periodo. Anche sotto la carrozzeria la Omega segnava un’evoluzione importante, con un avantreno più raffinato, un nuovo assale posteriore e una maggiore attenzione a stabilità, comfort e sicurezza.
La gamma era ampia e pensata per esigenze diverse. Accanto alle versioni più razionali con motori benzina e Diesel, c’erano varianti più prestazionali spinte dai sei cilindri 3.0. Nel 1989 arrivò poi la spettacolare versione sviluppata con Lotus, destinata a entrare nella memoria degli appassionati.

Prodotta fino al 1994, la prima Opel Omega oltre ad essere l’erede della Rekord, fu il modello con cui Opel provò a lasciarsi alle spalle una certa idea di berlina tradizionale, per raccontarne una nuova: più efficiente, più moderna e più vicina al futuro.
