Dopo un avvio incerto, Stellantis ha provato a rialzare la testa a Piazza Affari, cercando di recuperare parte delle perdite accumulate nelle ultime sedute. Il titolo del gruppo automobilistico resta però sotto osservazione, soprattutto dopo la fase negativa iniziata il 28 maggio, periodo nel quale le azioni hanno lasciato sul terreno oltre l’11%, allontanandosi in modo evidente dal massimo dell’anno toccato a metà aprile in area 7,44 euro.
Stellantis tenta il recupero a Piazza Affari, ma Citi resta prudente
A raffreddare gli entusiasmi è Citi, che continua a mantenere un atteggiamento prudente sul titolo. In un report dal titolo “Progressi lenti: i nuovi prodotti richiederanno tempo”, la banca statunitense ha confermato la raccomandazione “Neutrale” su Stellantis, riducendo il prezzo obiettivo da 7,5 a 7,2 euro.
Secondo gli analisti, il gruppo di Antonio Filosa ha risentito nelle ultime sedute di diversi fattori. Da un lato, i dati di vendita negli Stati Uniti sono risultati inferiori alle attese; dall’altro, il mercato continua a guardare con attenzione alle mosse della Federal Reserve, con il timore di un possibile rialzo dei tassi di interesse. Uno scenario che pesa sull’intero comparto dei consumi e, di conseguenza, anche sull’automotive.
Citi sottolinea inoltre che le indicazioni fornite dal management durante i Capital Market Days, pur delineando una traiettoria di crescita superiore alle aspettative, non sono bastate a costruire una visione più positiva sul titolo nel breve periodo. Il nodo resta la capacità di trasformare i piani industriali in risultati visibili trimestre dopo trimestre.
Le preoccupazioni riguardano anche il contesto competitivo. In Europa, e potenzialmente in altri mercati emergenti, Stellantis dovrà confrontarsi con la crescente pressione dei costruttori cinesi, sempre più aggressivi grazie all’aumento della capacità di esportazione.

La banca non esclude che alcuni investitori possano guardare al titolo di Stellantis in ottica di lungo termine, scommettendo su un miglioramento graduale. Tuttavia, per Citi, il ritorno della fiducia richiederà segnali concreti: margini industriali più solidi, flusso di cassa in recupero e fondamentali meno fragili. Fino ad allora, la parola d’ordine resta prudenza.
