Una splendida Ferrari 275 GTS del 1966 sarà offerta alla tentazione dei potenziali acquirenti nell’asta di Gooding Christie’s a Pebble Beach, in programma per metà agosto.
Al momento non si hanno molte informazioni sul lotto, perché diverse settimane ci separano ancora dall’appuntamento col martello del banditore. Nei prossimi giorni il quadro descrittivo dovrebbe essere definito. Sarà nostra cura integrare l’articolo con gli elementi mancanti, valore di stima compreso.
Anche se gli esperti non si sono ancora sbilanciati, basta poco a capire come un mezzo del genere sia fuori dalla portata dei comuni mortali, cui resta il solo piacere del sogno notturno e della visione in qualche raduno esclusivo.
L’esemplare inserito nel catalogo di vendita di Gooding & Christie’s è quello con telaio numero 07929. Appartiene a una stirpe di grande valore sentimentale, che si è ritagliata uno spazio nella storia nobile del “cavallino rampante“. Questa è stata la prima “rossa” scoperta con sospensioni anteriori e posteriori indipendenti.
La Ferrari 275 GTS messa all’asta non viene esposta pubblicamente da oltre quattro decenni. Acquistata da nuova in Italia, dal pilota automobilistico Pietro Ferraro, vanta una provenienza eccezionale. Dal 1981 è di proprietà di una famiglia della California meridionale, che l’ha accudita con amore.
Originariamente rifinita in un attraente Grigio Fumo, con interni in pelle rossa, mantiene ancora i numeri di telaio e motore abbinati. Le credenziali per entrare nel cuore dei collezionisti ci sono tutte.
Sarà il livello della contesa a definire il punto in cui si fermeranno le offerte dei singoli partecipanti all’asta. Una cosa non dovrebbe mancare: l’interesse per il lotto, derivante dal suo fascino e dal suo valore storico e culturale.
La Ferrari 275 GTS regala il piacere della guida en plein air, con la filosofia del “cavallino rampante”. Non è una semplice variante della corrispondente coupé, ma una vera e propria reinterpretazione del modello, che traspone il DNA della leggendaria GTB in una dimensione scoperta. Qui il vento tra i capelli diventa parte dell’esperienza sensoriale.
Sebbene la meccanica sia condivisa con la sorella chiusa, l’abito cucito da Pininfarina è completamente diverso. Si tratta, a tutti gli effetti, di una creatura dalla personalità autonoma e ben definita.
I soli 200 esemplari in cui prese forma hanno contribuito ad alimentare la febbre dei collezionisti nei suoi confronti. Presentata al Salone di Parigi del 1964, la Ferrari 275 GTS conobbe una parabola produttiva fulminea, durata appena un anno e mezzo. Tanto bastò per farla entrare in alcuni garage molto esclusivi.
Sotto il lungo cofano anteriore, incastonato nel classico telaio a traliccio tubolare, pulsa l’anima della vettura: un motore V12 da 3.3 litri di cilindrata, con angolo di 60 gradi fra le bancate, in grado di sviluppare una potenza massima di 260 cavalli a 7.000 giri al minuto. Sono 20 unità energetiche in meno della GTB, ma per la specifica destinazione del modello, orientato alla marcia scoperta, si preferì la rotondità di marcia alla grinta estrema.
Ad alimentare la sete del 12 cilindri emiliano provvedono 3 carburatori Weber 40 DFI, che lo inebriano con felici abbuffate di ottani. Il peso a vuoto, pari a soli 1.120 chilogrammi, esalta ulteriormente la spinta (fino alla punta velocistica di 242 km/h) e la qualità delle dinamiche, di matrice fortemente sportiva.
La Ferrari 275 GTS vanta sospensioni a ruote indipendenti sui due assi e si giova dello schema Transaxle, con il cambio manuale a 5 marce posizionato al retrotreno, per un bilanciamento dei pesi ottimale. La potenza viene contrastata con un impianto frenante a disco, che soffre però di un leggero sottodimensionamento. Questo richiede una certa cautela alla guida, per evitare di arrivare lunghi.
Le forme muscolose e aggraziate della 275 GTS portano la firma del “Michelangelo dell’automobilismo”: il già citato Pininfarina. A bordo, l’esperienza di guida si trasforma in pura emozione. Il conducente viene rapito dal crescendo rossiniano del V12, una colonna sonora meccanica che accende il cuore con pulsazioni uniche. Anche se la GTB resta l’icona assoluta in termini di fascino assoluto, la 275 GTS brilla di una luce propria e immortale nel firmamento della Ferrari.
Fonte | Gooding & Christie’s
