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Fiat 128: 50 anni di vita per la terza serie della rivoluzionaria berlina

La Fiat 128, lanciata nel 1969 e arrivata alla terza serie nel 1976 come Nuova 128, fu una delle auto più rivoluzionarie di sempre. Prima Fiat di grande serie con motore anteriore trasversale e trazione anteriore, vinse l’Auto dell’Anno 1970 e superò i 3 milioni di esemplari prodotti fino al 1985.

Fiat 128
Screen shot da video YouTube marvin 345

La Fiat 128 terza serie (o Nuova 128) iniziò il suo ciclo produttivo nel 1976. Sono passati 50 anni dal suo sbarco sul mercato. Questa vettura appartiene a una famiglia di modelli che ha avuto nella berlina il suo epicentro, ma ci sono state anche le versioni familiare, Coupé e Rally.

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La produzione, in senso lato, si è sviluppata in tre step evolutivi, dal 1969 al 1985, scritti da altrettante serie. Oltre 3 milioni sono stati gli esemplari complessivamente realizzati dalla casa torinese. Una prova empirica dell’accoglienza, molto calorosa, che la clientela ebbe nei confronti del modello. In quegli anni, con lei, molti automobilisti salirono di segmento, concedendosi un’auto più generosamente dimensionata rispetto alla precedente.

Nel 1970 la Fiat 128 vinse il Premio Auto dell’Anno, per la bontà della sua formula. La stoffa, quindi, non le mancava. Inizialmente costruita a Rivalta di Torino, prese poi forma anche in altri stabilimenti. Nata per sostituire la vecchia 1100, la Fiat 128 seppe entrare presto nel cuore della gente.

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A lei tocca un posto nella storia, perché è stata la prima vettura di serie della casa automobilistica piemontese dotata di trazione anteriore. Questo la rendeva per un verso meno raffinata e divertente alla guida, per l’altro più affidabile e prevedibile nelle reazioni, oltre che più comoda a bordo. I maggiori spazi abitabili, resi possibili anche dalla disposizione trasversale dell’unità propulsiva, davano un senso di ariosità all’abitacolo.

La firma di Dante Giacosa sul progetto del modello era una garanzia di efficienza e innovazione. Oltre all’ottimale disposizione degli organi meccanici, la Fiat 128 proponeva un apparato sospensivo di pregio, con la soluzione a quattro ruote indipendenti. Non era una scelta rituale nel suo segmento di mercato. Possiamo vederla come un plus, dai riflessi positivi sul comportamento dinamico del mezzo.

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L’allestimento dell’abitacolo non era da ammiraglia, ma si allineava comunque ai bisogni della clientela. I materiali, ovviamente, puntavano sull’economia, come potete facilmente immaginare. Nella prima serie la Fiat 128 fu prodotta dal 1969 al 1972. Poi giunse la seconda serie, che rimase in listino fino al 1976, anno in cui fu introdotta la terza serie, che accompagnò il modello verso il congedo, datato agosto 1985.

In questa ultima declinazione, spinta da motori da 1.1 e 1.3 litri, sulla Fiat 128 fecero il loro esordio alcune soluzioni legate alle nuove mode, come i paraurti in plastica. Il restyling, però, si spinse oltre questi elementi e fu più importante di quanto lasci immaginare la sostituzione degli elementi di protezione dagli urti.

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Cambiarono anche i gruppi ottici, ora quadrati, mentre nelle serie precedenti erano rotondi. Non sfuggirono all’ondata di novità gli spazi interni, con un abitacolo riconfigurato. Anche qui la plastica fece il suo ingresso in modo corposo. Il rinnovamento fu così profondo da dare all’auto un nome diverso, quello di Nuova 128.

Sul fronte meccanico, la novità degna di nota fu la diversa rapportatura del cambio. Una scelta non orientata alle performance, ma al contenimento dei consumi, nell’ossequioso rispetto dello spirito del modello, che si rivolgeva ad una clientela non particolarmente benestante.

Purtroppo l’interesse verso la Fiat 128 si andò progressivamente a spegnere, complice anche l’anzianità del modello, ormai fuori dagli schemi diventati prevalenti nel suo segmento di mercato, su tutti l’architettura visiva a due volumi. Di lei resta un bel ricordo nella gente, specie in chi ha vissuto indimenticabili viaggi in sua compagnia, senza svenarsi.

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Ci piace ricordare la Fiat 128 come una delle auto più rivoluzionarie della storia: fu infatti la prima vettura di grande serie con motore anteriore trasversale e trazione anteriore. Questa architettura divenne poi lo standard per le auto compatte di tutto il mondo.

Fonte | Stellantis