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Fiat 128 Coupé: caratteristiche e curiosità

Una piccola sportiva alla portata di molti, ecco la Fiat 128 Coupé.

Fiat 128 Coupé

La Fiat 128 Coupé, disegnata dal Centro Stile della casa torinese, è sbocciata dalle sue catene di montaggio dal 1971 al 1980. La buona accoglienza del mercato fu testimoniata dai 2000 ordini raccolti al primo giorno di esposizione al Salone dell’Auto di Torino, teatro del debutto in pubblico. Poi, però, giunse la crisi petrolifera, che rallento il trend del favore.

In totale furono consegnati quasi 331 mila esemplari nell’arco della carriera. Nel conteggio rientrano le 128 3P, fortemente modificate sul piano stilistico, che giunsero in listino a partire dal 1975. Ma intanto, riavvolgiamo il nastro per parlare della prima serie.

Questa vettura dall’indole sportiva era molto compatta sul piano dimensionale. Ecco le sue misure: 3808 mm di lunghezza, 1560 mm di larghezza, 1310 mm di altezza. Il passo, ossia l’interasse, era di 2223 mm. L’auto, conosciuta anche come 128 Sport o 128 Sport Coupé, seppe sedurre una certa fascia di clientela, in cerca di un modello distintivo ma pratico e dai costi di acquisto e gestione non esuberanti.

Purtroppo i volumi di vendita non furono quelli cercati dal management. La colpa, in parte, è imputabile alla già citata crisi petrolifera, in parte alla tempistica infelice di uscita del modello, che seppe cogliere solo di sfuggita la moda delle piccole coupé, ormai in declino in quel periodo storico.

Caratteristiche della Fiat 128 Coupé

Due le motorizzazioni disponibili: un quattro cilindri da 1.116 cm³, proveniente dalla 128 “berlina”, potenziato a 64 cavalli; un quattro cilindri da 1.290 cm³, frutto di un aumento dell’alesaggio, con 75 cavalli di potenza all’attivo. Il peso in ordine di marcia, per entrambe le declinazioni propulsive, si manteneva attorno agli 820 chilogrammi. Diverse, ovviamente, le performance. La Fiat 128 Coupé 1100 copriva i 1000 metri con partenza da fermo in 35.20 secondi e raggiungeva una velocità massima di 156 km/h. Più rapida la Fiat 128 Coupé 1300, che liquidava la pratica del chilometro in 33.86 secondi, toccando una punta velocistica di 164 km/h.

I freni erano a disco sulle ruote anteriori e a tamburo su quelle posteriori. Dalla loro, una buona capacità di rallentamento e una valida resistenza alla fatica. Sul fronte cambio, la scelta cadde su un quattro marce più retro. Buoni i responsi sull’economia d’esercizio, con consumi particolarmente contenuti. Molte le attenzioni riservate dai tecnici al tema del dinamismo stradale, premiate da un’agilità sconosciuta a gran parte delle concorrenti.

Rapida evoluzione nello stile

La Fiat 128 Coupé, disponibile in versione “S” (Sport) e nella più rifinita “SL” (Sport Lusso), era piacevole da guidare, anche se il look non piaceva a tutti, specie nello specchio di coda, con il suo pesante rialzo, che però conferiva un carattere unico e inconfondibile. Proprio sul design della parte posteriore si concentrarono gli sforzi degli stilisti nella definizione della successiva Fiat 128 3P (1975-1980), che prese il posto della 128 Sport Coupé, di cui divenne l’evoluzione.

Radicalmente diverso il trattamento della coda dell’auto, con l’introduzione di un pratico portellone apribile di ampie dimensioni, che agevolava le operazioni di carico e scarico. Il look del posteriore diventava ancora più sportivo, grazie anche alla nuova fanaleria, ma l’accoglienza sul mercato interno non fu buona. Migliori simpatie l’auto seppe guadagnare all’estero, ma con volumi produttivi non proprio soddisfacenti rispetto alle previsioni di vendita del management. Anche la Fiat 128 3P faceva appello alla spinta dei classici motori 1100 e 1300 e le prestazioni erano tutto sommato paragonabili a quelle della precedente 128 Coupé.

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