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Stellantis volta pagina: con il nuovo piano l’era Tavares è finita, ora comandano gli ex FCA

All’Investor Day 2026 Stellantis ha segnato la rottura definitiva con l’era Carlos Tavares, presentando con Antonio Filosa il piano FaSTLAne 2030. Il nuovo corso privilegia i marchi Fiat, Ram, Jeep e Peugeot, ridimensiona il peso degli ex brand PSA e rilancia una strategia multi-energia, con la piattaforma STLA ONE al centro di oltre 30 modelli.

Stellantis USA

Lo Stellantis Investor Day 2026, andato in scena lo scorso 21 maggio, non è stato soltanto l’occasione per presentare agli investitori la rotta industriale del gruppo oltre il 2030. È stato, soprattutto, il momento in cui Stellantis ha certificato la fine definitiva dell’era Carlos Tavares.

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Con il piano FaSTLAne 2030 Stellantis cambia guida e strategia: più peso agli ex FCA, meno centralità PSA e nuova rotta multi-energia.

Il piano illustrato dal nuovo amministratore delegato Antonio Filosa segna infatti una discontinuità profonda rispetto alla gestione precedente. Non solo nei numeri, nelle piattaforme e nelle strategie di prodotto, ma anche negli equilibri interni al gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA. L’impressione, rafforzata dalle indiscrezioni circolate negli ultimi mesi, è che dopo l’uscita improvvisa di Tavares a fine 2024 si sia consumata una dura battaglia politica ai vertici della multinazionale. Una battaglia che avrebbe visto prevalere l’asse italo-americano, erede dell’ex FCA, su quello francese legato all’ex PSA.

La nomina di Filosa, manager cresciuto nell’universo Fiat-Chrysler, appare oggi come il simbolo di questo nuovo corso. E il piano FaSTLAne 2030 sembra confermarlo in modo netto. La prova più evidente arriva dalla selezione dei quattro marchi globali su cui Stellantis intende concentrare la parte più rilevante degli investimenti futuri: FIAT, RAM, Jeep e Peugeot. Tre brand su quattro appartengono all’ex galassia FCA. Un segnale politico e industriale difficile da ignorare.

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Il cambio di baricentro è evidente anche nel ruolo assegnato agli ex marchi PSA. Peugeot resta tra i pilastri globali, ma gli altri brand francesi sembrano destinati a una dimensione più regionale, soprattutto europea. È un ribaltamento significativo rispetto agli anni di Tavares, quando l’impronta PSA era apparsa dominante nella strategia complessiva del gruppo.

A cambiare è anche l’approccio alla transizione energetica. Stellantis non abbandona l’elettrico, ma ridimensiona l’idea di una corsa esclusiva verso il 100% battery electric. Il nuovo piano punta su una strategia multi-energia, capace di adattarsi ai diversi mercati e alle differenti velocità della domanda globale. Una scelta pragmatica, che guarda tanto all’Europa quanto agli Stati Uniti e ai Paesi emergenti.

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Al centro della nuova architettura industriale ci sarà la piattaforma STLA ONE, destinata a ospitare oltre 30 modelli. Sarà questa la base tecnologica su cui Stellantis proverà a costruire la propria competitività nel prossimo decennio.