Il 18 maggio 2026 Volkswagen avrebbe abbassato una saracinesca digitale. Silenziosamente, il Gruppo ha disattivato l’API tramite cui migliaia di proprietari di auto elettriche, anche Audi, Cupra, Skoda, gestivano la ricarica intelligente dei propri veicoli. Una scelta deliberata, annunciata il 2 aprile con un comunicato stampa che definire sobrio è già un eufemismo: “transizione alla prossima generazione di interfacce per veicoli”. Insomma, l’accesso che avevi fino a ieri non c’è più.
Il problema non è banale. I moderni veicoli elettrici generano una quantità enorme di dati in tempo reale, e quella telemetria è esattamente ciò che consente a soluzioni come EVCC, Electric Vehicle Charge Controller, progetto open-source disponibile su GitHub, di orchestrare la ricarica in modo intelligente.

Parliamo di ricaricare la batteria quando i pannelli fotovoltaici producono surplus di energia a mezzogiorno, di sincronizzare la wallbox con le tariffe energetiche dinamiche, persino di usare la batteria dell’auto come accumulatore per la rete domestica. Roba concreta, ma tra il 27 e 28 maggio, quegli strumenti hanno smesso di funzionare. L’autenticazione tramite la vecchia API non era più accettata dai server Volkswagen.
La comunità di sviluppatori ha reagito in fretta, come sempre accade con l’open-source quando qualcuno cerca di chiudere una porta. Su GitHub sono già comparse soluzioni parziali: un metodo funzionante su Audi elettrica, una conferma su Volkswagen ID.3, qualche problema su altri modelli. Tibber, il fornitore di energia “intelligente”, avrebbe nel frattempo integrato la nuova interfaccia Volkswagen, permettendo almeno un recupero parziale dei dati. Nulla garantisce che la soluzione diventi stabile e gratuita nel tempo.

Il Regolamento UE 2023/2854, in vigore dal 12 settembre 2025, dovrebbe garantire ai proprietari di veicoli un accesso semplice e diretto ai propri dati. Volkswagen, al momento, offre la possibilità di richiedere i dati tramite un sito web, con consegna in formato ZIP entro 24 ore. Niente interfaccia in tempo reale, niente accesso diretto e gratuito ai dati di ricarica. BMW, per ora, è l’unico grande costruttore che mette a disposizione i dati dei clienti tramite il portale CarData. Gli altri si muovono come se quella norma fosse un suggerimento.
Il team EVCC ha quindi lanciato una petizione su Change.org per chiedere il rispetto concreto del GDPR europeo in ambito automotive. Perché avere un’auto che raccoglie dati su tutto ciò che fai è normale nel 2026. Che quei dati appartengano davvero a chi ha firmato il contratto di acquisto, evidentemente, è ancora materia di discussione.
