Ferrari Luce continua a dividere, ma Benedetto Vigna non arretra. Dal palco del Motor Valley Fest di Modena, il CEO del Cavallino ha risposto alle critiche arrivate dopo la presentazione della prima Ferrari completamente elettrica, un modello che ha acceso il dibattito non solo tra gli appassionati, ma anche nel mondo della finanza e dell’industria automotive.
Vigna difende Ferrari Luce: ordini già partiti, prezzo da 550 mila euro e gamma Ferrari ancora mista tra elettrico, ibrido e termico.
Vigna ha respinto in modo netto le accuse di somiglianza con alcuni modelli elettrici cinesi. “Dovete vederla, provarla per capire che non è copiata, perché non ha nulla a che fare con le auto elettriche viste e fatte da altri player”, ha dichiarato il numero uno di Ferrari. Un messaggio chiaro: per Maranello, la Ferrari Luce è un progetto pensato per interpretare l’elettrico secondo il linguaggio del Cavallino.
Il CEO ha voluto chiarire anche un altro punto: Ferrari non sta abbandonando i motori termici. L’arrivo di Ferrari Luce, ha spiegato, non significa una conversione totale all’elettrico. “La risposta è anche”, ha detto Vigna, ricordando che la gamma continuerà a offrire soluzioni diverse. Nel prossimo futuro ci saranno infatti una Testarossa ibrida, una Amalfi termica-turbo, una Purosangue aspirata a 12 cilindri, la nuova elettrica e altri modelli ancora.

Sul prezzo, fissato a partire da 550 mila euro, Vigna ha difeso la scelta senza esitazioni. “L’innovazione va fatta pagare”, ha spiegato, sottolineando che non valorizzarla significherebbe fare un torto ai lavoratori dell’azienda, alla filiera e alla tecnologia stessa.
Secondo il manager, l’avvio commerciale di Ferrari sarebbe già positivo. Gli ordini sono stati aperti da poco e diversi clienti, soprattutto nuovi, avrebbero già confermato l’interesse. Vigna ha raccontato anche di messaggi ricevuti da potenziali acquirenti colpiti dal coraggio del progetto e dal modo in cui Ferrari ha reinterpretato l’idea stessa di auto elettrica.
Non sono mancate le risposte alle critiche più dure, comprese quelle di Luca Cordero di Montezemolo, che aveva suggerito di togliere il Cavallino dalla vettura. “Nella vita sono abituato a fare ciò che dico io, non ciò che mi dicono gli altri”, ha replicato Vigna.

Intanto Bank of America ha confermato il rating Buy su Ferrari, giudicando eccessiva la reazione negativa del titolo dopo la presentazione. La banca riconosce il prezzo molto elevato della Luce, ma ricorda anche la capacità storica di Ferrari di sostenere premi importanti grazie alla forza del marchio. Per Maranello, ora, la sfida sarà trasformare le polemiche in desiderio.
