Ferrari Luce continua a essere al centro del dibattito, soprattutto per il suo design fuori dagli schemi e per il cambio di linguaggio che porta nel mondo del Cavallino. Al di là delle reazioni estetiche, però, la prima elettrica di Maranello introduce soluzioni tecniche molto interessanti, pensate non solo per le prestazioni, ma anche per la durata nel tempo.
Ferrari Luce adotta una batteria modulare con moduli e celle sostituibili, pensata per ridurre l’usura
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la batteria. Come accade su ogni auto elettrica, anche il pacco batteria della Ferrari Luce sarà soggetto a un naturale invecchiamento con il passare degli anni e dei chilometri. A Maranello, però, hanno lavorato a una soluzione pensata per limitare questo problema e rendere la vettura aggiornabile nel corso della sua vita.
Il cuore del sistema è un pacco batteria personalizzato e modulare. La Ferrari Luce utilizza 13 moduli installati nel pianale più altri due sotto i sedili. La particolarità è che questi elementi possono essere sostituiti singolarmente, senza dover intervenire sull’intero pacco batteria.
Il progetto va ancora più in profondità. Nell’E-Building di Maranello, infatti, Ferrari può lavorare anche sulle singole celle. In totale sono 210 celle, suddivise in 15 celle per modulo. Questo significa che, nel tempo, la Casa potrà intervenire in modo mirato, sostituendo o aggiornando solo le parti necessarie.
È una scelta importante anche per il valore collezionistico della vettura. Chi acquisterà la Ferrari Luce non dovrà necessariamente temere l’obsolescenza della batteria come un limite definitivo. Al contrario, la struttura modulare potrebbe permettere alla vettura di restare tecnicamente aggiornata anche negli anni successivi.

In teoria, la Ferrari Luce nasce quindi come un’elettrica pensata per durare molto a lungo. Non solo una supercar a batteria, ma un progetto capace di evolvere insieme alla tecnologia.
