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Ferrari Luce, Briatore usa l’ironia: “Almeno i cinesi non la copieranno”

La Ferrari Luce divide appassionati e mercato: la prima elettrica di Maranello scatena critiche per il design firmato Jony Ive e LoveFrom, mentre i numeri restano da supercar, con 1.047 CV, 0-100 in 2,5 secondi e 310 km/h. Dopo i commenti di Calenda, Briatore e Montezemolo, il titolo Ferrari perde oltre il 6%.

Ferrari Luce

Ferrari Luce continua a far discutere. Quella che avrebbe dovuto rappresentare una nuova tappa nel percorso tecnologico di Maranello si è trasformata in uno dei debutti più divisivi degli ultimi anni. La prima Ferrari elettrica non ha lasciato indifferenti: c’è chi la legge come un passo inevitabile verso il futuro e chi, invece, fatica a riconoscere in questo progetto i codici storici del Cavallino.

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Briatore ironizza sulla Ferrari Luce, mentre le critiche al primo modello elettrico di Maranello aumentano

Dopo le critiche arrivate da Carlo Calenda, che ha espresso un giudizio molto severo sul modello, anche Flavio Briatore è intervenuto con un Reel pubblicato su Instagram. La sua battuta, “Il vantaggio è che i cinesi non ce la copiano questa”, ha immediatamente acceso il dibattito online, inserendosi in un clima già molto caldo. Prima di lui, anche Luca Cordero di Montezemolo aveva manifestato forti perplessità, pur con toni diversi.

Il punto, però, non riguarda soltanto l’elettrico. La Ferrari Luce divide perché rompe in modo netto con l’immaginario tradizionale del marchio. Non assomiglia alle Ferrari più recenti, né sembra voler inseguire i canoni classici della supercar di Maranello. È un oggetto nuovo, quasi spiazzante, costruito attorno a proporzioni, superfici e soluzioni stilistiche che guardano più al mondo del design tecnologico che alla tradizione sportiva italiana.

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Sulla carta, i numeri restano impressionanti: circa cinque metri di lunghezza, quattro motori elettrici, 1.047 CV, accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e velocità massima di 310 km/h. Prestazioni da vera Ferrari, almeno sul piano tecnico.

A far discutere è soprattutto il linguaggio estetico firmato da Jony Ive e dallo studio LoveFrom. Secondo i designer, la Luce resta “chiaramente una Ferrari”, ma interpreta il marchio attraverso semplicità, superfici pulite e un abitacolo dal taglio futuristico.

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Il mercato, per ora, sembra osservare con prudenza: il titolo Ferrari ha perso oltre il 6% all’apertura. La sfida sarà capire se la Luce riuscirà a trasformare lo shock iniziale in desiderabilità.