La Ferrari Luce è stata finalmente svelata e, come spesso accade quando Maranello apre una nuova pagina della propria storia, l’attenzione è stata enorme. Alle 22:00 del 25 maggio 2026 è scaduto l’embargo sulla prima elettrica del Cavallino, sviluppata insieme allo studio LoveFrom di Jony Ive. L’attesa era altissima, ma le prime reazioni non sono state quelle che Ferrari probabilmente sperava.
Ferrari Luce: il design divide e il titolo del cavallino rampante cala in Borsa. Ora la Luce dovrà convincere i clienti
Il debutto della Luce ha infatti diviso pubblico, appassionati e osservatori. Più che la scelta dell’elettrico, ormai inevitabile anche per i marchi più esclusivi, a far discutere è stato soprattutto il design esterno. Ferrari ha cercato un taglio netto con il passato, puntando su un linguaggio stilistico completamente nuovo. Una scelta coraggiosa, ma non priva di rischi.
Il mercato ha reagito in modo immediato. A Piazza Affari il titolo Ferrari è sceso nelle prime contrattazioni, arrivando a cedere il 7,2% e toccando quota 287,7 euro. Successivamente ha recuperato parzialmente terreno, risalendo a 290,80 euro, ma il confronto con i 309,20 euro registrati alle 17:00 del giorno precedente evidenzia comunque un calo pesante, pari a circa 22 euro per azione.

A pesare non sembrano essere state le soluzioni tecniche. Ferrari Luce rappresenta per Ferrari un modello aggiuntivo, non destinato a sostituire le sportive termiche o ibride già in gamma. Il progetto elettrico, quindi, amplia l’offerta senza cancellare l’identità meccanica tradizionale del marchio.
Il nodo resta l’estetica. Il frontale poco incisivo e alcuni dettagli molto discussi, come i tergicristalli verticali, hanno spiazzato una parte consistente del pubblico. Ora la risposta più importante dovrà arrivare dai clienti. Con un prezzo di partenza vicino ai 550.000 euro, la Ferrari Luce dovrà dimostrare sul mercato di poter trasformare le critiche iniziali in un nuovo capitolo di successo.
