Il debutto della Ferrari Luce, la prima supercar completamente elettrica di Maranello, avrebbe dovuto segnare l’inizio di una nuova era. In parte lo ha fatto, ma non nel modo immaginato. Dopo il debutto avvenuto ieri sera il modello sviluppato da Ferrari insieme a LoveFrom, lo studio creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson, è finito al centro di una tempesta di reazioni negative.
Ferrari Luce divide: Carlo Calenda attacca il design della nuova elettrica di Maranello
Sui social il giudizio è stato durissimo. C’è chi ha parlato di «crimine contro il mondo dell’auto», chi ha scritto che «sembrava meglio con il telo che la copriva» e chi, ancora più diretto, ha commentato: «Mi bruciano gli occhi». Frasi taglienti, spesso accompagnate dal video ufficiale in cui Lewis Hamilton e Charles Leclerc mostrano sorpresa davanti alla nuova elettrica del Cavallino.
A dividere è stata, più ancora della svolta elettrica, soprattutto il design. Ferrari ha scelto di rompere con il passato, proponendo una vettura molto distante dai canoni estetici tradizionali del marchio. Un’operazione coraggiosa, ma rischiosa. Il frontale poco incisivo, le proporzioni insolite e alcuni dettagli come i tergicristalli verticali hanno alimentato il malcontento di appassionati e osservatori.

Le critiche non sono arrivate soltanto dal pubblico. Luca Cordero di Montezemolo, intercettato dall’Ansa a margine dell’assemblea di Confindustria, ha usato parole pesanti: «Se dovessi dire quello che penso, farei male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno si tolga il cavallino». L’ex presidente Ferrari ha poi aggiunto una battuta destinata a far discutere: «È almeno una macchina che i cinesi non copieranno».
Ancora più esplicito Carlo Calenda, leader di Azione ed ex dipendente Ferrari, che su X ha parlato di «insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato». Calenda ha poi rivolto una critica diretta a John Elkann, legando il debutto della Luce a una più ampia valutazione negativa della gestione di diversi asset del gruppo.
Da parte sua, Elkann ha provato a difendere il progetto, rivendicandone la portata innovativa. «Ferrari Luce è un’auto del futuro, e unicamente Ferrari», ha dichiarato, aggiungendo che il modello «riafferma ciò che da sempre contraddistingue questa azienda: il coraggio di ridefinire i limiti del possibile».
Ma il mercato, almeno nell’immediato, non ha premiato la scelta. A Piazza Affari il titolo Ferrari ha perso terreno, arretrando del 6,6% in area 289 euro, dopo vendite consistenti già dalle prime battute. A pesare sono i dubbi sul posizionamento commerciale di un modello che parte da circa 550.000 euro, sopra la Testarossa e oltre il prezzo medio Ferrari del primo trimestre 2026.

Ora la Luce dovrà rispondere là dove Ferrari ha sempre costruito la propria forza: nei garage dei clienti. Le critiche sono forti; la Borsa ha mandato un segnale chiaro, ma sarà il mercato del lusso a decidere se questa vettura diventerà un passo falso o l’inizio di una nuova pagina per Maranello.
