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Stellantis, il Wall Street Journal promuove la strategia Filosa: la Cina diventa la carta per rilanciare il gruppo

La strategia di Antonio Filosa per Stellantis passa sempre più dalla Cina, e il Wall Street Journal la promuove come scelta pragmatica. Le partnership con Leapmotor e Dongfeng potrebbero riempire gli impianti europei, ridurre i costi e accelerare su elettrico e ibrido. Restano però i rischi di sovrapposizione con i marchi storici del gruppo.

Antonio Filosa

La svolta di Stellantis passa sempre più dalla Cina e, questa volta, la strategia di Antonio Filosa incassa anche una lettura favorevole da parte del Wall Street Journal. Secondo l’analisi del quotidiano finanziario statunitense, il nuovo corso del gruppo sembra poggiare su una scelta pragmatica: trasformare le alleanze con i costruttori cinesi in una vera leva industriale, non più soltanto commerciale.

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Filosa punta sulle partnership cinesi per rilanciare Stellantis: Leapmotor e Dongfeng possono riempire gli impianti europei e tagliare i costi

Il nome centrale è Leapmotor, startup cinese in forte crescita e ormai considerata uno degli asset più interessanti nel piano di rilancio di Stellantis. Il gruppo è diventato nel 2023 il principale azionista della casa cinese e ha avviato una joint venture per portarne i modelli sui mercati internazionali. Una mossa che inizialmente poteva sembrare difensiva, ma che oggi viene letta come uno dei punti più concreti della nuova strategia Filosa.

Il Wall Street Journal mette in evidenza un aspetto decisivo: Stellantis può usare le partnership cinesi per riempire gli stabilimenti europei oggi sottoutilizzati, ridurre i costi fissi e accelerare sull’elettrico e sull’ibrido. In Europa, infatti, il gruppo utilizza solo una parte della propria capacità produttiva complessiva. Portare modelli Leapmotor negli impianti del Vecchio Continente, a partire da quelli in Spagna, significa provare a rimettere in moto fabbriche, volumi e redditività.

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Il vantaggio competitivo di Leapmotor è soprattutto nel prezzo. La gamma spazia da city car elettriche compatte a SUV ibridi ed elettrici, con listini inferiori di migliaia di euro rispetto a molti concorrenti occidentali. In un mercato sempre più attento al rapporto qualità-prezzo, questa può diventare una carta molto forte.

La strategia cinese di Stellantis non si ferma però a Leapmotor. Il gruppo ha annunciato anche un’intesa con Dongfeng, che dovrebbe assemblare veicoli in uno stabilimento Stellantis in Francia. Una seconda alleanza che conferma il cambio di passo: invece di limitarsi a contrastare i costruttori cinesi, Filosa prova a integrarli nell’architettura industriale del gruppo.

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I rischi non mancano. Il primo riguarda la possibile sovrapposizione con marchi come Fiat, Peugeot o Citroën. Filosa ha chiarito che i modelli Leapmotor dovranno essere complementari, non concorrenti diretti. Ma nei segmenti accessibili il confine può diventare sottile.

Resta anche il tema della solidità futura di Leapmotor, in un mercato cinese affollato e selettivo. Per ora, però, i numeri e la lettura del Wall Street Journal sembrano dare credito alla linea Filosa: per Stellantis, la Cina non è più solo una minaccia. Può diventare una parte importante della soluzione.

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