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La trovata pubblicitaria per la Peugeot 206 che non dimenticheremo mai

Nel 2002 Peugeot lancia uno spot storico. La 206 "Lo Scultore" compie vent'anni ed è ancora (per così dire) bella da vedere.

peugeot 206 sculptor

Più di vent’anni fa, qualcuno in una stanza di un’agenzia pubblicitaria italiana ha avuto un’idea che sembrava un’eresia: raccontare una macchina senza quasi mostrarla. Il risultato è stato The Sculptor, “Lo Scultore”, lo spot Peugeot 206 lanciato il 30 giugno 2002, prodotto da EuroRSCG, oggi Havas, e diventato, nel giro di pochi mesi, uno dei momenti più sorprendenti nella storia della comunicazione auto.

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La storia è semplice, l’auto pure. Un giovane indiano vuole una Peugeot 206. Non può comprarla, quindi decide di costruirsela. Con le mani e con l’aiuto di un elefante. Nessuna carrellata di optional, nessuna voce fuori campo che decanta cavalli e consumi. Solo il desiderio, quasi irrazionale, come motore narrativo. Una scelta che nel 2003 vale il Leone d’Oro a Cannes e oltre venti premi in giro per il mondo. Non male per uno spot che l’auto la mostra davvero poco.

Il segreto, a guardarlo oggi, è nella struttura visiva tra musica, ritmo della performance ironia di una storia che potrebbe sembrare assurda e invece risulta universale. “Lo Scultore” non parla indiano, non parla francese, parla umano. E questo gli ha permesso di attraversare vent’anni e fare effetto ancora oggi “solo” per una city car Peugeot.

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Lo spot faceva parte della piattaforma creativa “Enfant Terrible”, pensata per posizionare la 206 come un’auto talmente desiderabile da spingere chiunque a fare follie pur di averla. Il posizionamento ha contribuito concretamente a prolungare la vita commerciale del modello in numerosi mercati. Pubblicità che vende, dunque.

Oggi, la 206 protagonista dello spot è esposta al museo L’Aventure Peugeot di Sochaux, all’interno di una mostra aperta fino al 30 ottobre che ripercorre il rapporto tra il marchio e il grande schermo. In compagnia di pezzi storici come la 203 Cabriolet del tenente Colombo, la Type 184 Landaulet di “Mezzanotte a Parigi” e le varie 406 e 407 della saga “Taxi”, quella piccola 206 costruita con le mani tiene banco con la stessa naturalezza di sempre.

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