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Emanuele Cappellano: “Stellantis punta all’80% di utilizzo degli impianti in Europa”

Stellantis punta a rendere più efficiente la propria macchina industriale in Europa con il piano Fastlane 2030. Emanuele Cappellano ha indicato l’obiettivo di portare l’utilizzo degli impianti dal 60 all’80%, senza chiudere stabilimenti ma riconvertendo i siti e rilanciando i volumi con quasi 50 lanci di prodotto entro il 2030.

Emanuele Cappellano

Stellantis vuole rendere più efficiente la propria macchina industriale in Europa, portando l’utilizzo degli impianti dal 60% attuale all’80%. È questo uno dei passaggi centrali della strategia illustrata da Emanuele Cappellano durante la presentazione del piano “Fastlane 2030”, in un contesto in cui il mercato europeo resta stabile, ma sempre più esposto alla pressione normativa, alla transizione elettrica e alla necessità di difendere la redditività.

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Stellantis punta a usare meglio gli impianti europei, salendo dal 60% all’80% con riconversioni, nuovi modelli e più efficienza industriale.

Il tema industriale è al centro del nuovo corso. Oggi, secondo quanto indicato dal manager, il tasso di utilizzo degli impianti europei del gruppo si aggira intorno al 60%. L’obiettivo è arrivare a un livello considerato più sostenibile e competitivo: l’80%. Una soglia che, per Stellantis, significa produrre meglio, ridurre gli sprechi, aumentare l’efficienza delle fabbriche e rendere più solida la presenza del gruppo nel continente.

La sfida non sarà affrontata con chiusure di stabilimenti. Il manager ha infatti chiarito che Stellantis intende ridurre la capacità produttiva di circa 800.000 unità, ma senza abbassare le saracinesche degli impianti. La strada scelta è diversa: riconversione dei siti, maggiore flessibilità produttiva, condivisione della capacità con partner industriali e aumento dei volumi grazie a una nuova offensiva di prodotto.

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Il caso di Poissy, destinato a trasformarsi da stabilimento di assemblaggio auto a polo per componenti ed economia circolare, va proprio in questa direzione. Stellantis vuole ripensare il ruolo delle sue fabbriche europee, adattandole a un mercato che cambia rapidamente e che chiede costi più bassi, tempi più rapidi e una gamma più ampia di soluzioni tecnologiche.

Accanto alla razionalizzazione industriale, resta centrale il piano prodotto. Entro il 2030 il gruppo prevede quasi 50 lanci, tra oltre 25 nuovi modelli e più di 25 restyling. Le novità riguarderanno soprattutto i segmenti A, B e C, fondamentali per volumi e margini. In particolare, il segmento C viene considerato strategico perché rappresenterà circa il 30% del mercato europeo e continuerà a essere una delle principali fonti di profitto.

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La strategia di Stellantis secondo quanto dichiarato da Emanuele Cappellano punta quindi a un equilibrio preciso: più modelli, più efficienza e fabbriche utilizzate meglio. In Europa, il gruppo di Antonio Filosa non vuole soltanto vendere di più, ma produrre in modo più intelligente.