Cassino torna al centro della scena industriale italiana. Mentre Stellantis rinvia ancora le certezze sul futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano, una delegazione del colosso cinese BYD ha visitato i capannoni del Cassino Plant, trasformando le indiscrezioni delle ultime settimane in un segnale politico ed economico pesantissimo. A riportarlo è AlessioPorcu.it.
La visita di BYD allo stabilimento di Cassino riaccende i riflettori sulla fabbrica di Stellantis
Il sito ricorda che BYD aveva già manifestato interesse per stabilimenti automotive sottoutilizzati in Europa, indicando anche l’Italia tra i Paesi osservati. Cassino, dove oggi si producono Maserati Grecale, Alfa Romeo Giulia e Stelvio, diventa così molto più di una fabbrica in difficoltà: è un asset strategico in cerca di destino.
Nel frattempo la Regione Lazio prova a blindare l’area. Il Consorzio Industriale ha detto no alla trasformazione dell’ex Palazzina Uffici in studentato, ribadendo che la destinazione industriale dello stabilimento deve essere salvaguardata. Una scelta che suona come un messaggio: Cassino non si smembra, non si svende, non si riconverte a pezzi.
Il presidente Francesco Rocca ha rilanciato in Consiglio regionale proponendo un patto trasversale con le opposizioni, senza divisioni ideologiche, per presentare una voce unica verso Stellantis e Governo. Ma il clima resta teso: Rocca ha ammesso che la fiducia è “sotto zero”, mentre dal centrosinistra e da Azione arrivano accuse dure sulla crisi produttiva e occupazionale.

Pesa anche il confronto con Pomigliano, a cui Stellantis ha assegnato la futura e-car prevista per il 2028. Cassino, invece, attende ancora risposte. Ora tutti gli occhi sono puntati sul piano industriale che Antonio Filosa presenterà agli investitori il 21 maggio. Per il territorio ciociaro non è più tempo di promesse: serve sapere se Cassino sarà ancora fabbrica, oppure solo memoria industriale.
