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Stellantis Pomigliano: con l’erede della 2CV e la nuova Fiat Pandina la piena occupazione non è più un miraggio

La piena capacità produttiva potrebbe non essere più una chimera per Pomigliano

Fiat Pandina e Citroen 2CV

Come vi abbiamo scritto questa mattina, la notizia del giorno per quanto riguarda Stellantis è la conferma che lo stabilimento di Pomigliano è stato scelto per la produzione delle nuove E-Car, auto elettriche compatte e low cost pronte a conquistare il mercato europeo proponendosi tra le auto sotto 15 mila euro che ormai sono praticamente sparite.

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Futuro promettente per Stellantis Pomigliano con la nuova Fiat Pandina e l’erede della Citroen 2CV

Questo significa che dal 2028 grazie alla nuova Fiat Pandina, all’erede di Citroen 2CV che secondo alcuni potrebbe anche chiamarsi nuova C1 e forse ad un terzo modello, lo stabilimento Stellantis di Pomigliano potrebbe tornare agli splendori di un tempo garantendosi la piena occupazione e la completa capacità produttiva. Si tratta del resto di auto pensate per democraticizzare e rendere accessibili le vetture e che dunque potrebbero garantire un numero impressionante di unità prodotte ogni anno.

Non soprende infatti che la scelta per la loro produzione sia caduta proprio su Pomigliano uno stabilimento in grado di arrivare a produrre oltre 300 mila auto all’anno. Per lo stabilimento Stellantis campano si apre così una prospettiva industriale importante: produrre le piccole elettriche europee del futuro, raccogliendo l’eredità di modelli che hanno fatto della semplicità la loro forza.

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Il progetto potrebbe avere un impatto importante anche sul piano occupazionale. La produzione delle nuove E-Car a Pomigliano, se accompagnata da volumi elevati e continuità industriale, potrebbe infatti contribuire a saturare gli impianti e garantire prospettive più solide ai lavoratori dello stabilimento. Non a caso, il tema è seguito con grande attenzione anche dai sindacati, che chiedono tempi certi, investimenti chiari e un monitoraggio costante dell’attuazione del piano.

La nuova Fiat Pandina si posizionerà sotto la Grande Panda, con dimensioni più contenute e un’impostazione ancora più essenziale. L’obiettivo sarebbe quello di recuperare lo spirito della Panda originale: un’auto semplice, intelligente, economica e adatta alla mobilità quotidiana. Un concetto che potrebbe rivelarsi molto attuale, soprattutto in un momento in cui molti automobilisti faticano a trovare vetture nuove realmente accessibili.

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Discorso simile per la futura piccola Citroën, che potrebbe raccogliere idealmente l’eredità della 2CV oppure riportare in vita il nome C1. Anche in questo caso, la missione sarebbe chiara: offrire un’elettrica urbana dal prezzo contenuto, pratica da usare e pensata per un pubblico ampio. In un mercato sempre più orientato verso SUV e modelli costosi, il ritorno di city car low cost prodotte in Europa potrebbe rappresentare una svolta strategica per Stellantis. A proposito di queste due vetture qui vi mostriamo un render di Autocar che le immagina così.