Jim Baumbick, figura di riferimento nella strategia di prodotto di Ford, sostiene che il costruttore americano non sviluppa veicoli semplicemente per conformarsi alle normative, ma per rispondere a ciò che i clienti sono realmente disposti ad acquistare e utilizzare ogni giorno. Partendo da questa premessa, Ford chiede alle istituzioni europee un approccio più flessibile nella regolamentazione della transizione energetica, che non escluda a priori le tecnologie intermedie e si aggiunge quindi a BMW, con il CEO uscente che ha criticato fortemente le regole troppo stringenti dell’Unione Europea.
Ford difende ibride plug-in e range extender nella transizione europea

Al centro della posizione del costruttore c’è il ruolo delle ibride plug-in e dei veicoli con range extender, soluzioni che consentono di percorrere i tragitti brevi in modalità elettrica mantenendo un motore termico per le percorrenze maggiori. Secondo Ford, questa formula potrebbe rappresentare il modo più efficace per avvicinare gradualmente alla mobilità elettrica anche gli automobilisti ancora scettici, senza imporre un salto tecnologico che molti percepirebbero come forzato.
Le ragioni di questa cautela risiedono in parte nello stato delle infrastrutture di ricarica, ritenute ancora insufficienti in diversi Paesi europei, e in parte nel posizionamento di prezzo delle elettriche pure, considerate troppo care per una fetta consistente della domanda. Questi fattori, combinati con una congiuntura di mercato già complicata dalla crescente pressione dei costruttori cinesi, contribuiscono a rallentare l’adozione delle auto a batteria e rendono rischioso, secondo Baumbick, concentrare tutti gli sforzi su un’unica tecnologia.

Il tema si estende anche alla dimensione industriale e commerciale. L’Unione europea sta definendo nuove misure per favorire la produzione locale di veicoli elettrici, ma Ford teme che alcune di queste norme possano penalizzare i partner produttivi situati al di fuori dei confini comunitari, dagli Stati Uniti al Marocco fino alla Turchia. Un irrigidimento su questo fronte rischierebbe di complicare ulteriormente la competitività del gruppo nel mercato europeo.
Ford ribadisce il proprio impegno nella riduzione delle emissioni di CO2, ma insiste sulla necessità di un percorso che includa più opzioni tecnologiche in parallelo, dalle elettriche pure alle plug-in, fino alle soluzioni con range extender. Per il costruttore americano, la strada più rapida verso la decarbonizzazione è quella che gli automobilisti sono effettivamente pronti a percorrere.
