Maserati vende poco più di 1.000 auto in Cina in un anno intero. Nel 2017, nello stesso mercato, ne consegnava quasi 14.500. Nel mezzo, un decennio di scelte discutibili, un’elettrificazione condotta male e un abitacolo intelligente che, a confronto con la concorrenza locale, sembra venire da un’altra epoca.
In questo contesto, la notizia riportata dal media cinese Yunjian Insight ha una logica precisa, anche se sembra paradossale. Huawei, JAC e Stellantis sarebbero in trattativa per sviluppare congiuntamente veicoli a energia alternativa sotto il marchio Maserati.

Lo schema è quello già rodato con i cinque brand dell’alleanza HIMA, Harmony Intelligent Mobility Alliance, che ha già prodotto risultati concreti nel segmento premium cinese. Huawei guida la definizione del prodotto e fornisce le tecnologie di base. JAC si occupa di ricerca, sviluppo e produzione. Maserati porta il nome e si fa carico del design e della promozione del marchio.
Quella per la Cina circolerà con il badge Maextro, il brand nato proprio dalla joint venture tra Huawei e JAC, mentre la versione destinata all’export manterrà il Tridente. Il primo modello sarebbe atteso in produzione di massa nella seconda metà del 2026. Le trattative, stando a fonti vicine alla vicenda, vanno avanti dall’inizio del 2024, anche se un accordo formale non è ancora stato firmato. Le attività di R&D, però, sarebbero già in corso.

Stellantis è sotto pressione su tutti i fronti: 22,3 miliardi di euro di perdita netta nel 2025, consegne Maserati crollate da quasi 27.000 unità del 2023 alle circa 7.900 dell’anno scorso. Numeri che tolgono margine di manovra e che spiegano l’urgenza di trovare soluzioni non convenzionali.
Che Huawei sappia fare auto di lusso che si vendono, nel frattempo, lo ha già dimostrato. La berlina Maextro S800, con un prezzo di partenza di 708.000 yuan, quasi 90mila euro, ha superato le 16.000 unità cumulative dall’esordio. Una versione aggiornata è già annunciata, con un LiDAR a 896 canali, attualmente la specifica più alta al mondo.
Stellantis, che ha già investito circa il 20% del capitale in Leapmotor per presidiare il mercato di massa, con Maserati punta più in alto. Almeno nelle intenzioni. Se l’accordo si chiuderà, il Tridente avrà davvero una gamma progettata a Shenzhen.
