L’heritage di Maserati è una risorsa importantissima per il Costruttore del Tridente, un apporto fondamentale su cui basare il futuro del marchio ovvero un patrimonio da preservare. In accordo con questo approccio, il Programma Maserati Classiche ha assegnato ora la Certificazione di Autenticità a un esemplare decisamente iconico nella storia del marchio ovvero una biposto da corsa risalente agli Anni Cinquanta.
Si tratta della Maserati 200S del 1957 con telaio numero *2406* Tipo 52. Si tratta dell’ultima Maserati, in ordine di tempo, ad aver ricevuto la Certificazione di Autenticità in virtù di una storia che è all’altezza di questo imprescindibile riconoscimento; fino ad oggi Maserati ha rilasciato oltre 100 certificazioni del Programma Maserati Classiche.
Parliamo di uno fra i primi 30 esemplari costruiti dal costruttore modenese fra il 1955 e il 1957 della biposto dotata di un telaio a traliccio in tubi di acciaio KM0 e carrozzeria completamente in alluminio, verniciata di rosso. La Maserati 200S ha segnato un’epoca per il motorsport su scala internazionale. L’attestazione rilasciata dal Costruttore del Tridente si aggiunge a un percorso già colmo di significati per Maserati Classiche.

Il Programma Maserati Classiche ha il compito di valorizzare i modelli storici del Tridente
Il Programma Maserati Classiche permette di supportare la conservazione e la valorizzazione delle vetture storiche del Tridente. Nato già nel 2021, è oggi parte di BottegaFuoriserie e rappresenta un progetto che custodisce l’eredità del Tridente mediante le competenze tecniche e artigianali tipicamente modenesi. Ciò nel rispetto di una tradizione che è anche fonte di ispirazione, dal momento che il dipartimento si adopera per salvaguardare questo patrimonio su ogni fronte. Nello specifico le Officine Classiche si occupano del restauro e della certificazione dei modelli storici mentre la cura degli archivi e degli spazi museali, compresa la Collezione Maserati Umberto Panini di Modena, sono il segno tangibile di un’eredità che non rimane relegata al passato. Tutto ciò si pone alla base di ciò che risulta necessario per guardare al futuro con entusiasmo, sfruttando le radici per costruire il domani.
Al centro del programma si pone la Certificazione di Autenticità che vede l’apporto di un comitato di esperti che esamina le vetture mediante un’approfondita analisi delle caratteristiche tecniche di ogni modello, della documentazione storica e degli archivi di casa Maserati. Il riconoscimento riguarda automobili con oltre vent’anni di vita, oltre a modelli speciali e serie limitate del costruttore modenese. La certificazione attribuita alla 200S del 1957 permette di superare i cento modelli certificati da Maserati, visto che la centesima certificazione era stata attribuita solo poche settimane fa alla 3500 GT Convertibile Vignale Prototipo con telaio *101*505* che è stata protagonista durante la prima edizione dell’Anantara Concorso Roma.

La storia della 200S appena certificata è fortemente legata alle corse
L’esemplare di Maserati 200S certificato da Maserati Classiche fu ritrovato e restaurato negli Anni Ottanta da Ermanno Cozza, considerato una assoluta Memoria Storica di Maserati. Cozza, classe 1933, è entrato giovanissimo in Officine Alfieri Maserati nel 1951 prima come meccanico e attraversando successivamente il Reparto Esperienze, l’Ufficio Tecnico e la realizzazione dell’Archivio Storico Maserati. Anche oggi frequenta periodicamente gli ambienti del costruttore modenese e ha supportato il team dedicato alla certificazione di questa 200S.
Guardando alla storia del modello, all’inizio degli Anni Cinquanta Maserati si trovava di fronte alla scelta di rispondere alla concorrenza sempre più pressante senza però tradire la propria identità. Per rispondere ai nuovi canoni imposti dalla Ferrari 500 Mondial, Maserati guarda al propulsore 4CF2 già sviluppato nel 1952 per l’impiego in Formula 2 puntando sul progetto 200S proposto in due varianti di telaio in configurazione De Dion o con ponte rigido. L’impegno per Maserati su questo modello si sarebbe prolungato per buona parte del decennio in virtù di una messa a punto lunga e meticolosa. Adottava infatti un propulsore da 2.0 litri realizzato in lega leggera, distribuzione bialbero a bilancieri, doppia accensione e due carburatori Weber. L’installazione veniva realizzata su un telaio derivante dalla 150S. Dalla Maserati A6GCS ereditava invece il ponte rigido al posteriore che si dimostrò più prevedibile e sicuro rispetto al sistema De Dion. La trasmissione era affidata a un cambio a quattro o cinque rapporti sincronizzati con differenziale autobloccante.

Il debutto venne fissato al Trofeo Supercortemaggiore del 24 giugno 1956 con tre diverse vetture dotate dei telai numero 2403, 2404 e 2405 con carrozzerie differenti. L’esemplare più competitivo rimase danneggiato durante le prove mentre la 2405 affidata a Perdisa veniva superata di misura dalle Ferrari Testa Rossa. Ciò comunque non fece cambiare idea alla direzione tecnica di Maserati che deliberò la 200S per la produzione in serie. La versione ad assale posteriore rigido rimase limitata a soli tre esemplari, mentre le successive adottarono un traliccio di tubi Gilco. Differente anche il carrozziere con Fantuzzi che subentrò a Fiandri.
