Porsche ha smesso di produrre le 911 raffreddate ad aria nel 1998, con l’addio alla 993. Ma evidentemente non ha smesso di pensarci. Un brevetto depositato nel 2025 presso l’Ufficio brevetti tedesco descrive un sistema di raffreddamento ibrido che mescola tecnologia liquida convenzionale con un raffreddamento ad aria attivo. Il titolo ufficiale del documento recita “Veicolo a motore con motore a combustione raffreddato ad aria e a liquido”, quanto basta per capire che siamo fuori dagli schemi consolidati.

Il sistema non rinuncia ai canali, alle pompe e al radiatore. Li affianca però a un flusso d’aria gestito attivamente da una grande ventola, che convoglia aria attorno al blocco motore, al turbocompressore e ai componenti dello scarico. Il motore è alloggiato all’interno di un involucro quasi completamente chiuso che funziona come un condotto. L’aria entra attraverso il radiatore, scorre attorno al propulsore ed esce dalla coda. Il brevetto menziona persino le alette di raffreddamento sul basamento, dettaglio tutt’altro che casuale, considerato il peso iconografico che quel particolare ha nella storia del marchio.

Il punto di riferimento più calzante non è la 911 classica, ma la 959, la proto-hypercar degli anni Ottanta che combinava un basamento raffreddato ad aria con le testate raffreddate ad acqua. Porsche sembra voler riprendere quella logica e portarla avanti con strumenti contemporanei.
Posizionando il radiatore vicino al motore anziché nella parte anteriore, i tubi del liquido di raffreddamento diventano più corti e leggeri. La parte anteriore dell’auto non ha più bisogno di ampie prese d’aria, con benefici aerodinamici misurabili. In fase di avviamento a freddo, poi, il sistema può invertire la direzione del flusso e ricircolare aria calda per portare il motore in temperatura più rapidamente. Porsche lascia intendere anche un contributo potenziale alla deportanza posteriore.
Che questo brevetto diventi un’auto di serie è tutto da vedere. C’è da considerare anche la questione del rumore della ventola, che fu tra le ragioni concrete che spinsero Porsche ad abbandonare il raffreddamento ad aria trent’anni fa. Ma se il progetto si concretizzasse, il risultato sarebbe un motore che ha qualcosa di genuinamente antico.
