Appartiene all’epoca romantica del “cavallino rampante”, ma non è una delle auto più iconiche del marchio. Questo non significa che sia priva di appeal o di rilevanza storica. La Ferrari 330 GT 2+2 è una gran turismo nobile, che ebbe fra i suoi utilizzatori addirittura lo stesso Enzo Ferrari.
A breve un esemplare della specie sarà messo all’asta dagli specialisti di Iconic Auctioneers. L’appuntamento col martello del banditore è fissato per il 16 maggio, in occasione della vendita abbinata al Supercar Fest, che andrà in scena all’aerodromo di Sywell, nel Regno Unito. Non sarà l’unico lotto in catalogo, ma l’interesse nei suoi confronti non dovrebbe mancare.
L’auto offerta alla tentazione dei potenziali acquirenti appartiene alla seconda serie della Ferrari 330 GT 2+2 ed è sbocciata nell’ormai lontano 1966. Consegnata nuova in Svizzera e rifinita in Argento con interni in pelle Bordeaux Connolly, si presenta in una veste desiderabile, che testimonia le attente cure ottenute nel tempo.
Nella tela grafica si nota la presenza delle ruote originali Campagnolo, non delle Borrani offerte come optional. Lo splendore delle sue condizioni ne fa un mezzo da concorso. Pare che negli ultimi tre anni sia state spese 120 mila sterline (circa 138.200 euro) per portarla in questo stato.
Ora l’elegante Ferrari 330 GT 2+2 di cui ci stiamo occupando si prepara a separarsi dall’attuale proprietario, per regalare emozioni di alta gamma al futuro compagno di avventura. Le stime della vigilia danzano da 210 mila a 240 mila sterline, pari rispettivamente, col cambio odierno, a 242 mila e 276 mila euro.
L’auto presenta due fari anteriori ed appartiene a una famiglia, nota come seconda serie, sbocciata in soli 455 esemplari, sui 1.080 complessivi del modello. Il recente e costosissimo restauro ne ha preservato l’originalità. I numeri del motore e del telaio sono corrispondenti.

Adesso questa creatura è pronta per essere goduta, in garage, per strada, da sola o nei raduni ed anche nei concorsi di eleganza, dove saprà catturare la sua dose di interesse. Siamo al cospetto di un mezzo che aiuta a tuffarsi nelle atmosfere della Dolce Vita, quando sognare era una prospettiva possibile, al riparo da sensi di colpa artificiosamente infusi nella mentalità dei nostri giorni, come se la bellezza frutto dei sacrifici fosse qualcosa di cui vergognarsi.
La Ferrari 330 GT 2+2 diede seguito alla famiglia delle auto con abitabilità familiare sbocciata con la 250 GTE del 1960, per assecondare una crescita di domanda di mercato che si era evidenziata negli anni ’50. Come la sorella, anche lei era firmata da Pininfarina, che ebbe il merito di non far patire la presenza dei due posti aggiuntivi con dazi estetici in termini di sportività e di eleganza.
Non era facile coniugare elementi così in contrasto fra loro, ma qui parliamo di una firma che è eccellenza assoluta, su scala mondiale. L’atelier piemontese riuscì nell’intento, con la solita grazia. Ad aiutarlo ci pensarono alcune scelte tecniche, come lo spostamento del motore in avanti e del serbatoio indietro. I due strapuntini posteriori non erano proprio striminziti, anche se il comfort si distaccava da quello di una vera quattro posti. Per brevi viaggi, la postura di chi stava seduto dietro era accettabile.
Nata sulla base della 250 GTE, ma con un passo più lungo di 50 millimetri, la Ferrari 330 GT 2+2 fu svelata al pubblico quando le lancette del tempo segnavano il mese di gennaio del 1964. Fra i suoi elementi stilistici più particolari, i quattro fari frontali, che rispecchiavano i gusti in auge in quel periodo storico negli Stati Uniti d’America, mercato di riferimento in termini di volumi per la casa di Maranello.
Sotto il cofano anteriore trovava accoglienza un motore V12 di origine Colombo, da 4.0 litri di cilindrata. Questo cuore, in lega leggera e con un solo albero a camme in testa, era in grado di sviluppare una potenza massima di oltre 300 cavalli, su 1.380 chilogrammi di peso a vuoto, per una punta velocistica nell’ordine dei 245 km/h. Nel suo periodo storico erano dati di riferimento, da best in class.
All’inizio la Ferrari 330 GT 2+2 era equipaggiata con un cambio a 4 marce più overdrive. A metà del 1965 ricevette una trasmissione manuale a 5 rapporti. Nello stesso anno guadagnò una configurazione estetica più convenzionale, tornando alla soluzione dei due fari frontali, sicuramente più eleganti. In questa veste prese forma la seconda serie del modello, cui appartiene l’esemplare messo all’asta da Iconic Auctioneers.
La vettura in vendita, con telaio numero 8505, fu consegnata nuova in Svizzera, tramite la Italauto SA di Losanna. Primo proprietario fu un certo Pierre Busy. Poi si accumularono alcuni passaggi di proprietà, fino a quando, nel mese di ottobre del 2022, l’auto del “cavallino rampante” fu acquistata dall’attuale venditore, che ne entrò in possesso nell’asta Bonhams di Zoute. Ora si appresta a cambiare garage.
La vendita di questa Ferrari 330 GT 2+2 offre la straordinaria opportunità di acquistare un esemplare altamente originale dell’iconica gran turismo emiliana. Fra le doti di questa vettura merita di essere citata la buona robustezza del telaio a traliccio di tubi di acciaio, capace di garantire una buona resistenza strutturale.
Il modello raccolse un buon livello di notorietà tra le auto personali di Enzo Ferrari, che la scelse in tinta bianca, per avallare ulteriormente la sua (relativa) sobrietà scenica, fortemente cercata dal Commendatore, per dare meno nell’occhio. Anche se non coinvolgente come altre auto del marchio, questa tre volumi esprimeva con grande eleganza le alchimie della sua carrozzeria. Pur non essendo una sportiva purosangue, era in grado di muoversi a grande velocità, più nell’anonimato (è un eufemismo) rispetto ad altre creature del “cavallino rampante”.





Fonte | Iconic Auctioneers
