Nei prossimi diciotto mesi Stellantis giocherà una partita importante con i suoi quattro marchi italiani. Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Maserati si preparano a nuovi modelli e aggiornamenti, ma non partono tutte dallo stesso punto. C’è chi ha una strada già tracciata, chi deve recuperare tempo, chi punta sui volumi e chi, invece, deve ritrovare slancio.
I prossimi 18 mesi saranno vitali per i marchi italiani di Stellantis: Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Maserati
Lancia proseguirà il percorso iniziato con la nuova Ypsilon. La ricetta è ormai chiara: utilizzare una piattaforma già sviluppata all’interno del gruppo, darle uno stile più italiano e raffinato, e proporla con un posizionamento premium. La nuova Lancia Gamma seguirà proprio questa logica. Sarà un SUV di circa 4,70 metri, derivato dalla DS N°7, con una versione mild-hybrid da 145 CV e varianti elettriche. Il lancio è previsto entro la fine del 2026. Per Lancia sarà un modello decisivo, perché dovrà dimostrare che il rilancio del marchio può andare oltre la Ypsilon.
Alfa Romeo si trova invece davanti a una sfida diversa: il tempo. La nuova generazione dello Stelvio è slittata al 2028 dopo una serie di ritardi. Il progetto, inizialmente pensato come completamente elettrico, è stato rivisto per includere anche motori a combustione, soprattutto per rispondere alla domanda del mercato nordamericano. La scelta può avere senso, perché negli Stati Uniti Giulia e Stelvio hanno ancora un forte richiamo e i motori termici continuano a essere richiesti. Resta però un problema: in un segmento premium molto competitivo, arrivare tardi può pesare.

Fiat, al contrario, sembra il marchio con le idee più chiare. Nei prossimi mesi sono attesi due SUV derivati da Citroën C3 Aircross e Opel Frontera. Tra questi ci sarà anche una variante coupé, forse con il nome Grizzly. Nel 2027 dovrebbe poi arrivare la nuova Panda 4×4, uno dei modelli più attesi dagli appassionati del marchio. La strategia è semplice e concreta: auto accessibili, piattaforme condivise, grandi volumi e prezzi competitivi. È probabilmente qui che il sistema Stellantis funziona meglio.
Maserati, invece, resta il caso più delicato. I prototipi camuffati avvistati a Modena sembrano anticipare aggiornamenti estetici per GranTurismo, GranCabrio e Grecale, ma non grandi rivoluzioni tecniche. Per un marchio che compete nel lusso, dove i rivali corrono veloci, potrebbe non bastare. Maserati ha bisogno di prodotti aggiornati, certo, ma soprattutto di una direzione più forte e riconoscibile.

Il quadro, quindi, è molto diverso da marchio a marchio in casa Stellantis. Lancia cerca conferme, Alfa Romeo deve recuperare terreno, Fiat punta sul pragmatismo e Maserati deve ritrovare identità. I prossimi mesi diranno se Stellantis riuscirà davvero a trasformare questi quattro percorsi in un rilancio italiano credibile.
