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Stellantis e Leapmotor portano a un “livello superiore” la loro partnership

Stellantis e Leapmotor espandono la loro partnership: il piano che ridisegna la produzione di elettriche nel Vecchio Continente.

leapmotor showroom

Stellantis e Leapmotor non si accontentano (e perché dovrebbero?) di quello che hanno già costruito insieme. La partnership nata nell’ottobre 2023, quando il Gruppo è entrato nel capitale del costruttore cinese con una quota del 21% (ben più contenuta di quella attuale), stava già producendo risultati concreti. Adesso le due aziende vogliono alzare il tiro. Il piano che hanno messo sul tavolo è più articolato.

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Il punto di partenza è Figueruelas, lo stabilimento Opel di Saragozza dove dal 1982 sono uscite oltre dieci milioni di Corsa. Lì, accanto alle linee già attive per Peugeot 208 e Lancia Ypsilon, potrebbe prendere forma una nuova linea produttiva dedicata a un C-SUV elettrico Opel. La data cerchiata sul calendario è il 2028, ma nel frattempo Leapmotor potrebbe già avviare la produzione del suo SUV compatto B10 nello stesso impianto, potenzialmente già entro il 2026.

stellantis figueruelas

Il meccanismo prevede componenti altamente competitivi forniti attraverso la joint venture Leapmotor International che abbattono i costi di produzione e rendono il prodotto finale più accessibile per il mercato europeo. In altre parole, tecnologia cinese con targa europea.

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Leapmotor International, la joint venture con il 51% in mano a Stellantis e il 49% a Leapmotor, ha già dimostrato di saper correre. Dal lancio di T03 e C10 nel 2024, ha raggiunto oltre 850 punti vendita in Europa e superato le 40.000 consegne nel 2025. Nel frattempo si è allargata al Sud America, all’Asia-Pacifico, al Medio Oriente e all’Africa, e ha debuttato in Messico lo scorso mese.

Il secondo fronte è Villaverde, alle porte di Madrid. Quando la Citroën C4 cesserà di essere prodotta in quello stabilimento, il vuoto lasciato potrebbe essere colmato da un nuovo modello Leapmotor, con avvio ipotizzato nella prima metà del 2028. C’è anche una trattativa aperta per cedere la proprietà dell’impianto alla filiale spagnola di Leapmotor International. I veicoli prodotti sarebbero destinati ai mercati europei, mediorientali e africani. Requisito del Made in Europe integrato nella strategia.

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Sul fronte acquisti, le due aziende puntano a fare “massa critica” comune, sfruttando l’ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia senza però rinunciare alle capacità della filiera europea. L’obiettivo dichiarato è la competitività dei prezzi. Tutto è ancora subordinato ad accordi definitivi e alle approvazioni regolamentari del caso.