Volkswagen, le nuove elettriche sono quasi redditizie come le auto termiche

Le nuove auto elettriche di Volkswagen saranno redditizie quanto le auto termiche grazie principalmente alla nuova piattaforma SSP.
volkswagen ID. Cross

Le auto elettriche del gruppo Volkswagen non generano ancora margini paragonabili a quelli dei modelli con motore a combustione, e secondo il direttore finanziario Arno Antlitz la vera parità di redditività arriverà soltanto con l’introduzione della futura piattaforma SSP. La dichiarazione è emersa nel corso della conference call dedicata ai risultati del primo trimestre, durante la quale il management ha delineato la traiettoria industriale del gruppo verso una sostenibilità economica dell’offerta elettrica.

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Volkswagen, con la nuova piattaforma SSP elettriche e termiche avranno lo stesso margine di guadagno

Volkswagen ID. Cross

La Scalable Systems Platform, questa la denominazione estesa della SSP, è destinata a sostituire progressivamente le architetture attualmente in uso, ovvero la MEB su cui si fonda l’intera gamma Volkswagen ID e la PPE che serve i modelli premium di Audi, Porsche e la futura Cayenne elettrica, tra cui le A6 e Q6 e-tron e la Macan a batteria. Il gruppo tedesco stima che la nuova piattaforma consentirà una riduzione dei costi produttivi nell’ordine del 20% rispetto alla MEB, un obiettivo che tuttavia si è spostato nel tempo e il cui debutto è ora atteso verso la fine del decennio.

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Nell’attesa della SSP, Wolfsburg sta già intervenendo sulla generazione attuale attraverso la piattaforma MEB Plus, che integra batterie LFP dal costo inferiore e un’architettura cell-to-pack capace di attenuare, seppure senza eliminarlo del tutto, l’impatto negativo sui margini delle elettriche. La futura ID.2 Cross rappresenta un caso emblematico di questa fase intermedia, dal momento che secondo le stime interne raggiungerebbe già il 70-80% della marginalità di un modello termico equivalente, un progresso rilevante ma ancora insufficiente per una piena equiparazione.

Il CEO Oliver Blume ha fissato l’obiettivo di riportare i margini del gruppo fra l’8% e il 10% entro il 2030, attraverso una disciplina rigorosa su costi e investimenti. L’ambizione si misura però con un contesto di mercato tutt’altro che favorevole, considerando che nel 2025 le vendite del gruppo sono calate del 10% in Nord America e dell’8% in Cina, i due mercati automobilistici di maggior peso a livello globale per volumi. Per il 2026 Volkswagen prevede un margine annuo compreso fra il 4% e il 5,5%, in progressione rispetto al 2,8% registrato nel 2025.

Volkswagen ID. Polo

La scelta di molti costruttori occidentali di concentrare inizialmente l’offerta elettrica su SUV e pickup di fascia alta risponde proprio a questa logica di marginalità, dal momento che i veicoli di dimensioni maggiori e prezzo elevato consentono di assorbire con minore difficoltà i costi ancora significativi legati a batterie, piattaforme dedicate e sviluppo software.

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Parallelamente, diversi gruppi stanno esplorando fonti di ricavo complementari attraverso servizi digitali, aggiornamenti over-the-air e formule di abbonamento, nel tentativo di rendere il ciclo di vita del veicolo elettrico economicamente sostenibile anche al di là della sola vendita. I propulsori termici, tuttavia, continuano per il momento a rappresentare il pilastro dei profitti del settore, e la svolta definitiva per l’elettrico dipenderà dalla maturazione congiunta di piattaforme di nuova generazione, dalla riduzione strutturale del costo delle celle e dalla semplificazione dei processi produttivi.