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Stellantis: Gilles Vidal è tornato a parlare di una nuova rivoluzione stilistica

In questi anni alcune fra le principali critiche rivolte a Stellantis hanno messo al centro l’eccessivo approccio alle sinergie

Gilles Vidal
Gilles Vidal

In casa Stellantis l’approccio con la tradizione e col passato dei propri marchi rappresenta un fattore assai rilevante, soprattutto in accordo con i marchi a disposizione nel suo parterre che vantano anni di storia anche a tre cifre. Bisogna però provare a comprendere se guardare al passato, in un’era dell’auto in cui l’approccio che mette la modernità al primo posto e uno scarso interesse a guardarsi indietro, possa ancora dire la sua o meno.

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In virtù di una leadership rivista nelle posizioni apicali e a un gruppo decisionale più snello e reattivo, Stellantis ha ammesso già diverse volte di possedere ora la grinta e lo spirito creativo necessari per sfruttare appieno il patrimonio che risiede nei suoi marchi. Il rinnovamento ai vertici del Gruppo passa anche da Gilles Vidal. Un nome che è stato al centro della rivoluzione stilistica di Peugeot che ha trasformato il Costruttore del Leone a partire dal primo decennio degli Anni Duemila. Dopo una breve parentesi in Renault, dove ha supervisionato lo stile delle nuove Renault 5, 4 e Twingo, è tornato in Stellantis nel ruolo di responsabile del design europeo per l’intero Gruppo. 

Il nuovo incarico affidato a Gilles Vidal non mette al centro soltanto la supervisione, ma piuttosto il coordinamento dello stile dei principali marchi europei del Gruppo e il coordinamento fra questi. Vidal lavorerà a stretto contatto con Ralph Gilles, che è responsabile globale del design di Stellantis, con quest’ultimo che riporta direttamente al nuovo CEO Antonio Filosa. Questo collegamento quasi diretto con i vertici dovrebbe contribuire a snellire i processi decisionali e a conferire un nuovo senso di autonomia e potere ai team che si occupano di design e stile. Va però detto che si tratta di un ruolo impegnativo e Vidal arriva in un momento di grande pressione per Stellantis ora che si trova ad affrontare sfide di redditività non indifferenti.

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Stellantis

Le sinergie al centro dell’approccio produttivo di Stellantis potrebbero essere riviste per diversificare l’approccio allo stile dei singoli marchi

In questi anni di permanenza Stellantis sul mercato dell’auto, alcune fra le principali critiche rivolte al Gruppo hanno messo al centro l’eccessivo approccio alle sinergie sia dal punto di vista del design che per ciò che riguarda la tecnica fra i diversi modelli e fra i differenti marchi. L’approccio alle sinergie spinte era stato al centro della precedente gestione affidata a Carlos Tavares, condizione che secondo il parere di molti ha finito per snaturare l’anima intrinseca dei marchi a disposizione di Stellantis. Condizione che sarebbe al centro anche delle discussioni interne al management del Gruppo. Il ritorno di Gilles Vidal in Stellantis dovrebbe ragionare verso un cambio di direzione, utile a modificare la rotta.

È questo quello che si è percepito ormai da qualche tempo e che ancora una volta Vidal ha messo al centro della discussione parlandone con gli inglesi di Auto Express. Innanzitutto va detto che difficilmente la strategia potrà mutare repentinamente, dal momento che la ragione principale per unire un gruppo così eterogeneo di marchi automobilistici sicuramente differenti in un unico conglomerato è rappresentata dalla possibilità di snellire lo sviluppo e creare grandi sinergie. In definitiva, questo è fondamentale per la sopravvivenza di qualsiasi azienda moderna, specialmente nel panorama sempre più complesso dell’auto. Allo stesso tempo coincide con il cambiamento epocale verso l’elettrificazione che è forse quello più consistente di sempre.

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Gilles Vidal

Secondo Gilles Vidal adattarsi risulta fondamentale, così come adeguarsi di conseguenza. Allo stesso tempo è intervenuto su un altro tema fondamentale: “parliamo di Stellantis come azienda, ma al grande pubblico non interessa molto Stellantis. Il cliente compra una Peugeot, una Vauxhall o una Fiat. Non compra un’auto Stellantis. Quindi dobbiamo essere estremamente precisi su ciò che i nostri marchi rappresentano. I marchi sono la risorsa più importante dell’azienda dal punto di vista del pubblico, anche se vogliamo ottimizzare Stellantis come azienda e le sue attività”, ha ammesso. Per ragionare lungo la direttrice dei nuovi obiettivi secondo Vidal bisogna spingere maggiormente sulle differenze fra i marchi, aggiungendo che ora il Gruppo ha la libertà di procedere con maggiore discrezionalità pur rimanendo nei limiti imposti dai brief, dai programmi e soprattutto dal budget puntando anche a una flessibilità maggiore.

Provare a distinguersi dagli altri

Il punto centrale, secondo le intenzioni di Gilles Vidal per il futuro di Stellantis, è quello di distinguersi dalla massa puntando a “trovare scoperte rivoluzionarie e idee sconvolgenti. Sconvolgenti in senso positivo. Non in senso negativo, ma sconvolgenti in un mondo che accelera sempre di più nel fornire risposte e soluzioni creative”, ha aggiunto parlando ancora ad Auto Express.

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Questa varietà e una ritrovata flessibilità consentiranno la libertà tecnica di realizzare i progetti richiesti da ciascun marchio, ma questa non rappresenta comunque una soluzione universale. Nel caso di marchi generalisti come Peugeot, Citroën, Fiat, Jeep e Opel/Vauxhall, questo livello di modularità ha funzionato bene, ma non è così per tutti i marchi. Quando si tratta di marchi con impostazioni più specifiche, come nel caso di Maserati, Alfa Romeo e, in misura minore, DS, le cose si complicano. Secondo Vidal qualche problema da risolvere esiste ancora, ma ha confermato poi che Stellantis non ha comunque ancora preso decisioni precise su come i rispettivi marchi riceveranno le attenzioni che meritano. Al prossimo Salone dell’Auto di Parigi, in programma a ottobre, dovrebbero essere diramate alcune novità che vanno verso questa direzione. Ancora qualche mese di pazienza.