Lancia si trova in un momento importante della sua storia. Nelle prossime settimane capiremo infatti come sono cambiati i piani di Stellantis nei suoi confronti rispetto all’era Tavares. Ricordiamo che in precedenza era previsto dopo la nuova Ypsilon, l’arrivo dell’ammiraglia Lancia Gamma che debutterà nei prossimi mesi e poi nel 2028 della nuova Delta, una vettura particolarmente attesa. Di recente il ritorno della Delta è stato messo in forte dubbio anche se per la verità in Stellantis nessuno si è sbilanciato nel dire che questa vettura non si farà più.
Con la gemella di Grande Panda e la nuova Y10 le vendite di Lancia si moltiplicherebbero
A nostro avviso per aumentare e non di poco le vendite del brand e dare senso alla sua presenza sul mercato basterebbero due mosse abbastanza semplici. La prima sarebbe quella di portare sul mercato una segmento A con dimensioni simili a quelle della futura Pandina. Una vettura del genere che potrebbe essere erede della mitica Y10 donerebbe nuova linfa alle ambizioni di Lancia. La seconda mossa che potrebbe garantire un fortissimo aumento delle immatricolazioni potrebbe essere quello di portare sul mercato un B-SUV in stile Fiat Grande Panda, sfruttando piattaforma, motori e tecnologie messe a disposizione da Stellantis.

In entrambi i casi gli investimenti sarebbero minimi. Inoltre le due auto potrebbero essere prodotte una a Pomigliano e una a Kragujevac affiancando le due vetture di Fiat e garantendo la piena occupazione delle fabbriche. Poi a quel punto dopo aver quadruplicato come minimo le vendite del marchio potrebbe avere senso anche il ritorno di una nuova Delta come ciliegina sulla torta. Secondo noi per rilanciare davvero il marchio si dovrebbe fare così. Bisogna vedere se Stellantis vuole davvero oppure preferisce non pestare i piedi agli altri suoi marchi.
In ogni caso, qualsiasi scelta futura dovrà tenere conto non solo dei volumi ma anche della coerenza del marchio. Lancia non può limitarsi a inseguire il mercato: deve costruire un’identità chiara e riconoscibile, capace di distinguersi all’interno del gruppo. Il vero equilibrio sarà tra accessibilità e posizionamento più raffinato, evitando sovrapposizioni interne. Solo così le nuove eventuali proposte potranno trasformarsi da semplici opportunità industriali a un vero rilancio credibile e duraturo del brand. A tutto questo si aggiunge anche il tema della sostenibilità economica: aumentare i volumi è importante, ma senza adeguati margini il rischio è quello di crescere senza creare reale valore. Anche sotto questo aspetto, le future scelte dovranno essere attentamente calibrate.
