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Buxton attacca Stellantis: “Illudersi che ogni marchio abbia un futuro è un errore”

Troppi marchi, strategie confuse e valore azionario a rischio secondo l’analista

Stellantis

Stellantis è finita nel mirino di Chris Buxton, analista economico e commentatore di mercato, che descrive il gruppo come un caso emblematico di “incoerenza strategica” capace di erodere valore e fiducia degli azionisti.

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Chris Buxton accusa Stellantis di aver trasformato la fusione FCA-PSA in un labirinto di marchi sovrapposti

Secondo Buxton, il problema non sarebbe la fusione tra FCA e PSA, nata nel 2021 con una logica industriale chiara: piattaforme condivise, riduzione dei costi e maggiori economie di scala. Il nodo, però, è arrivato dopo. Stellantis continua infatti a gestire 14 marchi, molti dei quali si sovrappongono negli stessi segmenti e parlano agli stessi clienti. “L’azienda mantiene 14 marchi con marketing separato, reti di concessionarie e gamme di modelli sovrapposte: le sinergie promesse non si sono mai concretizzate”, sostiene Buxton.

Il caso più evidente è l’Europa, dove Peugeot, Citroën, Fiat, Opel e Vauxhall competono spesso tra loro. Per l’analista, “l’Europa non può sostenere cinque marchi di massa sovrapposti provenienti da un unico produttore: è pura matematica”. Da qui la proposta radicale: Stellantis con il nuovo CEO Antonio Filosa dovrebbe scegliere i marchi davvero forti e ridimensionare gli altri, senza sentimentalismi.

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Nella sua visione sul futuro di Stellantis, Ram, Jeep e Alfa Romeo conserverebbero un’identità chiara: pickup, fuoristrada iconici e sportive ad alto margine. Fiat dovrebbe tornare a essere sinonimo di auto semplici, accessibili ed efficienti. Citroën, invece, potrebbe trasformarsi in un laboratorio di idee: piccole serie, soluzioni tecniche audaci, comfort e design fuori dagli schemi.

Più duro il giudizio su Peugeot, Opel, Vauxhall, DS e Abarth, che secondo Buxton non potrebbero più sostenere gamme complete e indipendenti. Chrysler, nella proposta più estrema, dovrebbe persino abbandonare la produzione di auto e concentrarsi su ricambi e assistenza.

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stellantis, trasporto auto

Critico anche il capitolo elettrico. L’analista ritiene che Stellantis non abbia un vero vantaggio né nell’elettrico economico, dominato dai costruttori cinesi, né nel premium. Tuttavia, questa lettura trascura Leapmotor, possibile carta decisiva per entrare nel mercato EV accessibile. Il punto resta uno: semplificare o affondare. “Stellantis sta sistematicamente distruggendo il valore per gli azionisti attraverso l’incoerenza strategica”, avverte Buxton. Una diagnosi severa, ma difficile da ignorare.