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Citroën, è davvero il momento di proporre un’elettrica a meno di 15.000 euro

Citroën prepara una city car elettrica sotto i 15.000 euro. La nuova segmento A non sarà un esercizio di nostalgia, ma una risposta concreta.

Citroën render city car

Stellantis ha resistito a lungo alla tentazione del revivalismo. Mentre Renault rispolverava la R5, riportava in vita la R4 e rimetteva in strada la Twingo in versione elettrica (chi non si è fatto tentare almeno per un momento dal momento nostalgia?), il marchio francese con la “doppia freccia” stava fermo a guardare. O almeno così sembrava. Perché adesso Citroën si sta muovendo, e la direzione è precisa, si va verso una city car elettrica sotto i 15.000 euro.

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A confermarlo è Xavier Chardon, amministratore delegato di Citroën. Un modello del segmento A, prezzo accessibile, obiettivo concreto. Chardon non usa mezzi termini: un’auto di questo tipo sta diventando “assolutamente essenziale”. Il mercato europeo, spiega, è l’unico che non ha ancora recuperato i volumi pre-Covid. Tre milioni di acquirenti persi ogni anno, e il 60% di quel vuoto sarebbe riconducibile a un motivo solo. Non esistono più auto nuove sotto i 15.000 euro.

Citroën render c1

Il ragionamento fila. Chi non trova un’alternativa accessibile, non compra. Chi non compra, tiene la vecchia. L’età media del parco auto europeo ha superato i 12 anni, con un incremento di oltre due anni nell’ultimo quinquennio. Questa è la fotografia di un mercato che si è bloccato per mancanza di offerta, non di domanda.

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In questo vuoto, Citroën vuole tornare a fare quello che sapeva fare. La nuova city car raccoglierà indirettamente l’eredità della C1 a benzina, andrà a posizionarsi sotto la ë-C3 nel listino e potrebbe diventare uno dei veicoli elettrici meno costosi disponibili in Europa.

Citroën render city car

Il fantasma della 2CV aleggia sul progetto, ma Chardon frena subito il romanticismo: non si tratta di costruire una replica. “Ciò che conta più della 2CV in sé è capire la funzione di quest’auto all’epoca in cui è stata prodotta”. Dunque, l’obiettivo non è la nostalgia, ma è restituire potere d’acquisto a chi oggi non può permettersi un’auto nuova.

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